INIZIO (4)_Rossana Mazza

Oh no! Sono ancora in ritardo”.

Lo specchio del bagno rimanda l’immagine di Giada. Due grandi occhi verdi assonnati spiccano nel giovane viso dai tratti delicati, mentre una massa di riccioli di un caldo color ambra, che non vogliono farsi domare, lo incorniciano.

Sfreccia nervosa in camera, infila una paio di jeans scoloriti, una t-shirt nera e una sciarpa colorata intorno al collo, unico accessorio che non manca mai di indossare.

La sacca dei libri e degli appunti l’attende accanto al letto, la prende al volo e infila la porta diretta all’Università la Sapienza.

La lezione di biologia del Professor Gotturi è sempre un’esperienza interessante, ma Giada ha la testa che esplode.

Lascia l’aula e si incammina verso l’uscita dell’università a passo spedito, allontanandosi dai compagni rumorosi. Qualcuno la chiama, lei finge di non sentire, non ha voglia di parlare, deve fissare nella mente tutto ciò che è stato detto, farlo suo.

Non può permettersi di fallire l’esame.

In fondo al lungo corridoio una luce vibrante la attira. E’ fuori.

Un profondo respiro a occhi chiusi , l’aria frizzante, con un leggero sentore di camelie, penetra. Tutto sembra rimettersi in moto nella sua mente, come se ci fosse stato un ingorgo stradale e l’aria entrando avesse segnato la direzione da prendere.

Il suo mezzo di trasporto è ancora lì, una bicicletta bianca stile Holland con un grazioso cesto in vimini fissato al manubrio, sulla ruota posteriore svetta il seggiolino per Anna, la sua bimba di un anno.

Pedalando, a poco a poco, si rilassa e comincia a ripensare alla lezione. Sulla lavagna, scritto in grande, l’argomento del giorno:

I N I Z I O

Un vocabolo, sei lettere, una parola semplice che racchiude così tanto.

La reazione della mente in simultanea con migliaia d’informazioni che la raggiungono. I neuroni si attivano, le sinapsi si accendono creando una rete che si dirama e si interseca nella frazione di un secondo. Tutto è concentrato, si accavalla, si mescola in una virtuale corsa competitiva per raggiungere il traguardo fino ad esplodere come un Big Bang.

Ecco arrivare, uno dopo l’altro, i ricordi.

L’inizio di una fiaba, l’inizio della scuola, l’inizio di un bel libro, l’inizio di noi due, quanti inizi in una vita!

E il più importante, l’inizio degli inizi: un pianto, il battito del cuore ritrovato nell’abbraccio della madre. L’inizio della vita.

Giada sorride, il vento le accarezza il viso, le gote arrossate per lo sforzo, corre da sua figlia, un meraviglioso esempio della lezione di quel giorno.


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14 pensieri su “INIZIO (4)_Rossana Mazza

  1. Sei bravissima!!!!!! Mi sorprendi positivamente ogni qualvolta svolgi qualcosa…., continua così, hai un’avvenire. Complimenti vivissimi. Un abbraccio. -:)))

  2. bello e ben scritto. forse, ma ammetto che è questione di gusti, il finale di questo inizio è un po’ povero rispetto alla bella descrizione iniziale.

  3. Jlenia ti ringrazio e c’è moooolto spazio per migliorare sicuramente .
    E’ solo l’inizio di questo viaggio inaspettato e stimolante, durerà un anno spero di migliorare .

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