SOLITUDINE (6)_Mara Fracella

– Noemi, sono Bice. E’ successa una cosa… – esita, ma poi riprende con voce lagnosa – Matteo è caduto con il motorino. L’hanno portato all’ospedale in ambulanza…- la voce s’incrina e non parla più.

Noemi ascolta le parole della sua vicina di casa che la chiama sul cellulare mentre sta lavorando. La sorpresa di fronte all’insolito comportamento di Bice è sostituita dallo sgomento. Noemi chiude la comunicazione.

– Matteo è caduto. All’ospedale. Dillo tu – rivolge alla collega brevi frase sconnesse mentre acciuffa borsa e cappotto e si catapulta giù dalle scale. Chiama il padre di suo figlio, segreteria. Merda! Lascia un messaggio. Parte con l’auto facendo stridere le gomme e con manovre da slalomista criminale arriva in breve tempo davanti all’ingresso del pronto soccorso.

– Mio figlio. E’ qui. Un incidente. Dov’è?

All’accettazione le chiedono il nome, la tessera sanitaria, quando è accaduto. Noemi risponde, collabora e poi esplode:

– Ditemi dov’è! – urla picchiando la mano sul bancone.

L’ingresso che dà accesso ai reparti si apre automaticamente e compare un infermiere.

– Mi segua – le dice in modo professionalmente distante, facendo dietro front.

Noemi deve correre per tener dietro alla sua andatura:

– Dove andiamo? – riesce a domandare.

Lui si ferma le indica una stanza:

– Attenda qui. Suo figlio è in sala operatoria. Le faremo sapere.

E se ne va.

– Aspetti… un attimo… Signore, per favore… – corre all’inseguimento dell’uomo, ma è sparito. Chiede ad un altro che la riporta nella sala d’attesa dicendole le stesse cose, saranno loro a mettersi in contatto. Si guarda attorno: pareti color bianco panna divise a metà da vernice lavabile. Sedie di alluminio, fredde, anonime. Finestre a vetri che danno sul parcheggio interno dell’ospedale. Luigi! Fa di nuovo il suo numero di cellulare. Segreteria. Maledizione a lui e al suo lavoro di rappresentante. Le cose fra loro non vanno bene. Sembra poco interessato a lei già da alcuni mesi. Poca voglia di fare l’amore. Scarse attenzioni verso i preliminari. Noemi ha provato a migliorare l’aspetto fisico. Dieta, palestra, acconciatura, ma lui non si è accorto di nulla. E’ assente durante i suoi racconti, deve ripetere le cose diverse volte. Spesso non risponde al cellulare o fa rispondere alla segreteria. Ha sempre scuse pronte: il cliente, l’aggiornamento, la galleria. Si vedono poco e di fretta. Una volta concluso il lavoro nulla di certo l’aspetta a casa. Suo figlio si è reso indipendente, va e viene quando ne ha voglia. A volte non rientra fermandosi a dormire dalla sua ragazza. Chissà perché era in motorino. Ormai da due anni, presa la patente, lo aveva relegato in un angolo del garage senza occuparsene. L’assicurazione si paga solo per routine. Finalmente un’infermiera l’avvicina:

– La signora Mutti? Dovrebbe firmare questi moduli se consente alla donazione degli organi.

Noemi ha un sussulto:

– Cosa vuol dire? Come sta andando l’intervento? – chiede con un filo di voce.

– E’ la prassi, signora. Non so nulla dell’operazione, ma il consenso serve per essere tempestivi qualora… sempre che lei… voi… glieli lascio. Torno dopo – imbarazzata, si allontana.

Noemi la segue lungo il corridoio con le carte in mano:

– Luigi finalmente! Dov’eri? Matteo è in sala operatoria. E’ caduto con il mot… – si blocca. Sul colletto interno della camicia del marito, fa capolino uno sbuffo rosso. Lo sguardo colpevole del coniuge rende certo il pensiero dubbioso.

– Bastardo!

Un rumore riecheggia fra le pareti. Sulla guancia rossa di Luigi sono impresse le cinque dita di Noemi che si allontana gettando dietro di sé i fogli della donazione e la fede nuziale. L’orgoglio ferito, la rende forte e determinata. Ora vuole informazioni certe sull’intervento del figlio a costo di smantellare mattone per mattone l’intera struttura ospedaliera. Poi toccherà a Luigi.

 


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2 pensieri su “SOLITUDINE (6)_Mara Fracella

  1. Il caso ha voluto che il tuo racconto uscisse il giorno di S. Valentino.
    Dall’apoteosi dell’innamoramento alla fine di una storia ,,,
    Sempre brava .
    Bacio ross

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