INCONTRO (8)_Rossana Mazza

L’utilitaria corre veloce, le Terme di Comano alle spalle, affronta i tornanti uno dopo l’altro agile e consapevole che quella strada potrebbe percorrerla a fanali chiusi. Naturalmente anche per Adalgisa è così, quel punto segna l’inizio di un rituale e l’approssimarsi della meta. Stiracchiandosi si sistema sul sedile, il corpo dritto, la mente sveglia in trepidante attesa, come fosse una prima cinematografica si appresta a bearsi di ciò che la natura le rivelerà da li in avanti. Il paesaggio cambia, ai prati verdi si sostituiscono le foreste di conifere e un verde intenso riempie gli occhi e l’anima.

Spegne il condizionatore e abbassa il finestrino, lasciando che l’aria fresca e odorosa stuzzichi le sue narici. Un attimo ed ecco apparire, a tutto schermo, il lago di Molveno. La natura come un’abile architetto, ha incastonato le turchesi acque del lago tra le Dolomiti del Brenta e le pendici della Paganella. Rallenta per permettersi di stupirsi ancora una volta e poi proseguire.

Andalo l’accoglie con il solito cartello di benvenuto tanto caro ai suoi ricordi di bambina, come pure il campeggio al limite della foresta ed è come essere a casa. I saluti di rito, un caffè rigenerante bevuto seduta in mezzo al verde, un’occhiata al giornale e una notizia a piena pagina:

Avvistato orso bruno al maneggio, pochi danni tanta paura!”

Sgrana gli occhi, sorpresa che si sia avvicinato così tanto al centro abitato, in tanti anni non era mai successo; poi va oltre. Il rituale legato a questi luoghi riprende. I muscoli intorpiditi per il lungo viaggio richiedono movimento e a passo spedito, imbocca il sentiero che porta alla “Tana dell’Ermellino”.

Oooh dei mughetti e cos’è quel colore brillante? Peonie selvatiche, che meraviglia!”.

A ogni sguardo una sorpresa, a ogni respiro un sentore diverso. Il viso proteso, le narici dilatate, inspira, e il profumo balsamico della resina dei larici appena tagliati penetra nei polmoni, più avanti l’odore dei funghi che il bosco nasconde abilmente e ancora intuisce un prato appena tagliato. Ogni senso è sollecitato, anche l’udito si affina, il canto degli uccellini si sostituisce al frastuono tipico della città e anche il silenzio diventa rumore.

A un tratto un suono che non sa distinguere. Si ferma, ascolta, niente. Riprende il passo ma il fiato corto e il battito accelerato dicono ciò che la mente non vuole nemmeno pensare, quell’articolo sul giornale ritorna insistente.

Rushscrick… e un mugolio ben udibile.

Si blocca, la voce grida aiuto, ma la bocca non si apre, il cuore va a mille.

Cosa faccio? Corro avanti? Torno indietro?”, non connette, Dove sono finiti tutti? Non c’è nessuno?”.

Un suono strozzato si libera dalle labbra, in risposta un mugolio ancora più forte…

Nel bel mezzo di quell’attimo di terrore una luce, una percezione, con passo lento e incosciente si dirige verso il cespuglio. Stringe gli occhi come a voler trapassare i rami, ogni foglia. Si ferma. La paura è ancora lì con lei, ma l’istinto la sprona. Un passo più lungo e quel cespuglio non ha più segreti. Non capisce subito, il pelo grigio con macchie nere sfumate e alcune pennellate di ruggine si mimetizzano tra il fogliame e la terra. Un rametto si spezza sotto il piede, una testa si alza a fatica.

E’ un cucciolo!”

Non sa chi dei due abbia più paura ora, ma sa cosa fare. Sussurra al cagnolino dolci parole e lentamente avvicina la mano.

Cos’è questo? Una corda?”.

Lentamente comprende la crudeltà della situazione. Libera l’animale, lo copre con la sua giacca, due occhi languidi la guardano ed è subito amore. Il suo cuore ringrazia per questo incontro.


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5 pensieri su “INCONTRO (8)_Rossana Mazza

  1. Ciao Ross, l’incontro che poi è divenuto realtà! Mi piace quel che scrivi perchè vi è una parte “vissuta” e rielaborata, questo a mio parere fa la differenza! Un bacio a Nanà e un abbraccio a te! kikka

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