VICINANZA (1)_ Laura Giardina

Non c’era molto da fare quel giorno, i libri appena consegnati erano stati ordinatamente inseriti negli scaffali della libreria in attesa di scegliere il proprio lettore, Gregorio dette una rapida occhiata panoramica per verificare che tutto fosse in ordine per l’apertura pomeridiana. Sono tempi difficili per un piccolo libraio come lui, competere con i colossi della grande distribuzione è diventata ormai la sua sfida quotidiana. In tanti anni era sempre riuscito a tenere il passo con la lettura delle novità per poter consigliare i propri clienti, ma negli ultimi anni con la produzione libraria in aumento, il tempo a disposizione per leggere e conoscere tutti i testi andava riducendosi sempre di più. E poi diciamocelo non è che tutto quello che veniva pubblicato meritava di esserlo. Per questa ragione Gregorio era uno di quei librai che al lettore dava la possibilità, qualora la lettura non fosse stata soddisfacente, di restituire il libro prenderne un altro.
Nel quartiere lo conoscevano tutti, e prima che arrivasse la progenie del “copia ed incolla” intere generazioni si erano avvicendate nella sua piccola libreria dove lasciava consultare per interi pomeriggi la sua enciclopedia. Fu in occasione di una ricerca su Pitagora che arrivò per la prima volta la Ines, una ragazza somigliante ad un lampione: magra, alta, portamento leggermente curvo e con la testa imprudentemente in avanti a mo’ di periscopio. Teneva la borsa a tracolla, di traverso stretta a sé, e si aggirava tra gli scaffali prendendo appunti su di un taccuino e guardandosi intorno furtivamente. Sulle prime Gregorio pensò che avesse un atteggiamento sospetto e la tenne d’occhio facendo finta di fare altro. Una volta uscita, però, si sincerò che non mancasse qualcosa. Sembrava tutto in ordine, ma a uno sguardo più attento si accorse che c’era qualcosa di diverso nella disposizione di alcuni libri. Scosse la testa e, senza farsi domande, li risistemò come prima. La Ines prese a venire tutti i giorni e tutti i giorni si perpetuò il rituale: Ines spostava e lui rimetteva a posto. Un giorno, però, alzando lo sguardo dalla cassa si ritrovò davanti una Ines infuriata, tutta rossa in viso, che brandendo il suo taccuino lo accusò di essere così stupido da non capire una formula tanto semplice: “x=y”. L’informazione nasce dal disordine perché il contenuto di un libro è una serie disordinata di caratteri, lo informò a muso duro, perché se fossero ordinati ci sarebbero prima tutte le A, poi le B e poi le C.
“Quindi questo non è ordine, ma caos!”, concluse irata sbattendo un pugno sul bancone.
Gregorio stupefatto e disorientato la fissava e la Ines se ne uscì. Lui si pose davanti agli scaffali e si sforzò di decifrare la sistemizzazione della Ines, ma non vi riuscì. Ancora scosso decise di lasciare invariate le nuove disposizioni. Nei giorni a seguire la Ines non tornò. Gli mancava, così come il suo intrinseco enigma. Si accorse, però, che nel frattempo le persone si muovevano alla ricerca con più scioltezza davanti agli scaffali ordinati dalla Ines e che arrivavano all’acquisto in modo più autonomo. Mise il cartello “Torno subito” e uscì. Aveva deciso di andarla a cercare, ma non sapeva da dove iniziare, così vagò per qualche isolato senza meta. Improvvisamente riconobbe uno strillo famigliare, proveniva dalla vicina farmacia. Si fermò e con sollievo sorrise fra sé. Entrò e la trovò fra mille confezioni a discutere con la titolare. La prese per mano, salutò i presenti e se la portò via.

 

 

Reading di “PANDORA, le Storie del Vaso” – Chiostro di San Francesco (Gargnano – BS) – legge  Silvia Visini

 

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