VICINANZA (8)_Giorgio Matteotti

D’accordo. Io sono un orso e mia moglie la pensa come me. Non facciamo mai comunella con nessuno. Non ci piace invadere l’altrui tranquillità. O, meglio, rifuggiamo da ogni contatto con altre persone, perché non ci piace uscire dal nostro piccolo mondo dove è tutto perfetto (almeno così crediamo) e dove non accade mai nulla di nuovo. Vogliamo dire che siamo dei conservatori? Diciamolo! Insomma io e mia moglie rappresentiamo un mondo limitato, forse un po’ all’antica, ma comunque pieno di tutto ciò che ci serve per sopravvivere decentemente. Usciamo poco se non per andare al cinema o a teatro e teniamo a rispettosa distanza tutti quelli che gli altri definiscono amici e che invece per noi sono soltanto buoni conoscenti, che appartengono a un’altra sfera sociale e non devono assolutamente interferire col nostro modo di vivere e di vedere la vita. Ciò non vuol dire necessariamente che siamo degli altezzosi che disprezzano gli altri, siamo persone cui non piace essere disturbate nel proprio mondo ristretto e pacifico.
Da un mese la villetta accanto alla nostra è stata acquistata da due giovani sposi che, con molta civiltà, sono venuti a presentarsi, portando un enorme mazzo di tulipani rossi per mia moglie. Li abbiamo ricevuti con gentilezza e doverosamente ringraziati. Non so se è trasparito quel che di fastidioso si è creato in me e in mia moglie alla loro visita, ma se se ne sono accorti meglio così. Comunque, tutta la vicenda si è conclusa in pochi minuti, se ne sono andati con tanti complimenti per il nostro giardino, con malcelata freddezza da parte nostra e con l’intesa da parte loro di rivederci presto.
Dopo di ciò i contatti con loro due si sono limitati a saluti da lontano con al massimo qualche agitazione di manina per indorare la pillola della nostra apatia.
Forse gioca molto la differenza di età (loro giovani e noi anziani), ma la cosa sarebbe andata così anche se fossimo giovani noi o anziani loro. Credetemi.
Ad ogni modo non possiamo andare contro la nostra natura e stiamo bene nel nostro bozzolo ormai consolidato.
Stamane – Novità, novità! – alle sei siamo stati svegliati da strani rumori proveniente dalla strada. Ho aperto uno spiraglio della persiana della camera da letto e ho visto che un centinaio di poliziotti avevano circondato la villa dei due sposi che erano venuti a farci visita di recente. Un silenzio irreale gravava adesso su tutta la zona: tutti erano in attesa di qualcosa che sembrava dovesse succedere. Forse c’era stata un’irruzione di teste di cuoio che erano riusciti a entrare in casa scassinando una finestra sul retro.
Nelle villette accanto erano tutti sui balconi per vedere lo spettacolo, anche se i poliziotti in tuta mimetica cercavano con gesti energici di farli rientrare in casa. A un tratto un colpo di pistola risuonò dentro la casa, la porta principale si spalancò e i due sposi che conoscevamo vennero fuori ammanettati tra due agenti in divisa, subito circondati da un nugolo di uomini col volto coperto da passamontagna neri.
Avevo o non avevo ragione di starmene tranquillo nel mio brodo?

 

Reading di “PANDORA, le Storie del Vaso” – Chiostro di San Francesco (Gargnano – BS) – legge Gianluigi Bergognini

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