PERSEVERANZA (1)_Giovanni Zambiasi

La perseveranza non era precisamente la sua dote migliore, ma il desiderio di averlo lo aveva spinto a superare questo suo limite ancora non valicato.
La mandria era ormai vicina e lui poteva tranquillamente sedere nelle vicinanze senza destare allarme.
Erano giorni che seguiva i cavalli selvatici, gli ultimi che vivevano nel territorio, i più forti e orgogliosi che avesse mai visto. Avere un puledro di quel gruppo sarebbe stato un sogno avverato.
Ricordava con gioia la lettura de “L’uomo che ascolta i cavalli”, gli insegnamenti che vi erano custoditi li stava vivendo: come una magia stava pian piano scoprendo l’esistenza di un linguaggio che gli permetteva di comunicare con gli splendidi animali con cui stava dividendo il prato.
Li seguiva da due settimane ormai e la difficoltà più grande era stata superare la tentazione di tornare a casa, di abbandonare l’idea di essere accettato come uno di loro, di non essere una minaccia per il branco… di perseverare, appunto!
Certamente avrebbe potuto usare la corda per catturare il cavallo che aveva scelto, avrebbe potuto trascinarlo a casa e dopo la doma usarlo per le escursioni e per il suo lavoro.
Sarebbe stato un modo veloce ed efficace, ma l’idea di conquistarsi la fiducia di un compagno per condividere i viaggi che lo aspettavano e la certezza di non voler essere un binomio, lo avevano sostenuto nello scegliere la strada più lunga, la più difficile.
Giorni per potersi avvicinare a vista, giorni per guadagnare pochi metri che provavano l’affievolirsi del loro sospetto, giorni per poterli osservare pascolare tranquilli.
Lo stallone era, però, sempre attento ai suoi movimenti: anche il minimo spostamento del suo corpo provocava l’attenzione del maschio che smetteva di brucare e lo guardava, sempre posizionato tra lui e le fattrici con i puledri, pronto alla lotta, pronto alla difesa.
Tuttavia negli ultimi due giorni, il suo arrivo al sorgere del sole non aveva destato alcun tipo di curiosità, era come se fosse diventato parte del paesaggio e la sua presenza fosse normale come la luce che sorgeva dietro la collina. Ancora poco e, forse, avrebbe potuto camminare in mezzo alla mandria.
Li stava osservando immerso nei suoi pensieri, immaginando la strategia più adatta per diventare uno di loro, all’improvviso uno dei puledri, il maschietto sauro meno prestante, uscendo dal confine invisibile che delimitava la zona di sicurezza, si avvicinò curioso e timoroso nel suo voler entrare in contatto con la nuova presenza, lui.
Lo stallone incurante dell’azzardo aveva lasciato alla madre il compito di richiamare il piccolo: un nitrito e il galoppo esplose riportandolo all’interno del cerchio invisibile. Il suo cuore batteva forte.
I giorni seguenti passarono veloci e il piccolo cavallo trascorreva sempre più tempo attorno a lui, fuori dalla linea invisibile, senza subire i richiami della fattrice che sembrava sempre meno preoccupata. Il sauro rientrava ormai nel gruppo solo all’imbrunire, galoppava verso di loro roteando la testa e lanciando calci nel vento.
Quel giorno la decisione di non mantenere costante la distanza tra lui e il resto dei cavalli, durante i loro spostamenti alla ricerca dell’erba più appetitosa, non aveva scomposto il puledro che gli restava vicino a sottolineare la fiducia, a testimoniare l’appartenenza reciproca.
La sera si avvicinò veloce e il puledro era ancora con lui, mangiava tranquillo anche se la mandria lontanissima spariva nel bosco di querce dove era solita passare la notte.
Aveva fatto la sua scelta, erano diventati branco e avrebbero camminato insieme per sempre.

 

 

Reading di “PANDORA, le Storie del Vaso” – Chiostro di San Francesco (Gargnano – BS) – legge Silvia Visini

 

ccCircolo Scrittori Instabili diCircolo Scrittori Instabili è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at https://circoloscrittorinstabili.wordpress.com/.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso https://circoloscrittorinstabili.wordpress.com/.

Annunci

2 pensieri su “PERSEVERANZA (1)_Giovanni Zambiasi

  1. Hai saputo dar voce alla tua infinita passione per i cavalli e la natura, un luogo dove incontri te stesso e sei felice.
    Bellissimo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...