PERSEVERANZA (8)_Giorgio Matteotti

Una delle caratteristiche della mia persona è stata sempre la pigrizia. Vi dispiace se vi parlo un po’ di questo strano argomento? Prima, però, vorrei sfatare una leggenda, che qualche maligno ha messo in giro per denigrarmi. Non è che io sia un tipo di bradipo. Non sono un uomo cui piace passare il tempo spaparanzato in una poltrona a dormicchiare magari davanti a un televisore acceso.                                                                                                                  No! Non è questo il mio caso.
E allora, chi sei? Direte voi. Io sono uno che rimanda, rimanda sempre. Non ho mai l’ardire di intraprendere. So che certe cose devono essere fatte entro un termine predefinito e quasi mai riesco ad iniziarle in tempo per poterle finire entro quella scadenza. Ecco dove sta la mia pigrizia. Faccio un esempio: so che questo racconto deve essere terminato entro il 15 di aprile, ma io, di rimando in rimando, so di sicuro che arriverò a quella data senza averlo finito.
Non mi decido mai a iniziare. Mi sembra che il tempo a mia disposizione sia infinito e il momento adatto per scrivere non arrivi mai.
Dopo tutte queste considerazioni ho rimandato, ho continuato a rimandare e al 15 aprile, ero lì davanti al computer a rileggere quanto scritto in precedenza senza sapere ancora come arrivare alla soluzione finale.
Sono in perenne lotta con me stesso: una volta sono quello che mi spinge a scrivere e la volta successiva rivesto il ruolo di chi mi dice di aspettare che tanto ce n’è ancora di tempo… da qui all’eternità!
Passato il 15 aprile, credete che io abbia scritto qualche cosa? Macché! E’ passato anche il 16, il 17 e poi il 18 e il 19. Oggi è il 20 di aprile del 2014, Pasqua di Resurrezione, e il racconto è ancora lì, a mezza strada, senza che sia stato aggiunto qualcosa di definitivo che lo possa portare verso una soluzione, che lo definisca come un racconto vero e proprio, con un inizio, un testo più o meno accettabile e una fine logica e concludente.
E ora non so più cosa fare per recuperare il tempo perduto.
Potete darmi qualche consiglio in merito? Porca l’oca! Se non siete in grado di aiutarmi voi che dovrete leggere il racconto, chi potrebbe farlo?
Ho capito, ho capito! Devo pensare io a tutto. Sono il vero capro espiatorio, su cui ricadono tutte le colpe, punto e basta. Sono in un vortice di perplessità. Mi sembra di diventare pazzo. Credetemi! Quando ho intrapreso questa avventura, mi pareva fosse cosa facile, non credevo sarei caduto in questa ambascia. Non era nelle mie intenzioni giungere al punto morto in cui mi ritrovo, anche perché sto facendo una gran brutta figura nei confronti di tutti gli altri SCRITTORI INSTABILI che, ne sono sicuro, non sono per niente instabili e non soffrono le pene dell’inferno di cui io sono preda.
Non so cosa farei per essere diverso da quello che sono, ve lo assicuro.
In definitiva, però, posso dichiarare che la mia situazione non è altro che un atto di grande e coerente perseveranza, perseveranza nel mio modo di essere esattamente così: pigro.

 

 

 

Reading di “PANDORA, le Storie del Vaso” – Chiostro di San Francesco (Gargnano – BS) – legge Francesca Garioni

 

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2 pensieri su “PERSEVERANZA (8)_Giorgio Matteotti

  1. Ciao Giorgio! Posso darti del tu?
    Bellissimo il tuo racconto e veritiero. Si perchè ,ti posso garantire ,non sei l’unico in quella situazione! Il tempo passa e diventa sempre più difficile! Un abbraccio .
    Una scrittrice moooolto instabile! 🙂

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