COMPRENSIONE (6)_Giovanni Zambiasi

Come al solito si era alzato presto, un bacio e via. I pensieri già correvano veloci, tutti gli impegni e i doveri della giornata lo attendevano pazienti: uno dopo l’altro sarebbero stati presi in considerazione. Le sensazioni e il piacere della notte ancora si mescolavano all’aria fresca che entrando dal finestrino della macchina lo spettinava. Pensava a Simonetta che probabilmente ancora a letto, nuda, lo stava aspettando… anche se era appena partito.
Ancora una volta la voglia di fuggire e restare solo, libero, annullava la dolcezza di quella donna innamorata che da giorni scommetteva il suo corpo seguendo il sogno e l’illusione di un amore perfetto.
L’apparire di quel desiderio di fuga era la prova che tutto stava finendo, che presto avrebbe iniziato a mentire, a inventare scuse per non incontrarla, a correre da lei solo per cancellare il senso di colpa per la sofferenza che stava provocando.
Come un documentario visto decine di volte ne conosceva ogni singolo fotogramma.
La capacità di percepire di essere desiderato gli permetteva di andare a colpo sicuro, non aveva mai sbagliato da quando lo aveva scoperto. Aveva trasformato la sua vita in un vortice di piacere e amore, decine di donne, una dopo l’altra, avevano condiviso il suo tempo offrendo la parte migliore del loro essere innamorate e ricevendo in cambio il sogno di essere ritenute uniche. Poi l’incubo dell’abbandono.
I pensieri rallentavano la sua guida, era in ritardo e aveva dimenticato di comprare il pane, avrebbe lavorato in montagna e doveva portarlo per il gruppo di tagliaboschi.
Il fornaio era a due passi: freccia, parcheggio, tre kg di pane e si riparte. Mette la retromarcia e un rumore di lamiera precede di un istante il blocco della macchina. Non aveva notato l’automobile che già uscita dal parcheggio stava passando dietro di lui.
Scendono insieme controllando i danni, entrambi hanno fretta di ripartire. Si scambiano i numeri di telefono, appuntamento la sera stessa per compilare il modello di costatazione amichevole, una scocciatura che si mescola alla fretta di entrambi di rivedersi. Lei riparte e sparisce nella direzione opposta alla sua.
Tutto era durato pochi minuti e lui sapeva già che la giornata sarebbe passata veloce, quella stessa sera avrebbe ancora una volta scommesso puntando sul suo istinto.
Si era offerto di andare a casa sua, una gentilezza premeditata, il primo passo di un rituale collaudato, e lei aveva accettato, segno di una cattura imminente. Il sole basso del tramonto non gli impediva di guidare veloce distratto dall’unico dovere di annullare la cena con la compagna degli ultimi mesi, sarebbe bastata una scusa, ne conosceva tante. Il segreto era di chiamare all’ultimo minuto, lamentarsi per l’imprevisto incredibile e recitare la parte della vittima per mimetizzare il reale carnefice, funzionava sempre.
Il cancello aperto, nel parcheggio privato la macchina con i segni dell’impatto erano la conferma che il posto era quello giusto. Ben visibile, nel giardino pieno di colori, il gazebo dove lei lo aspetta: gli viene incontro a piedi scalzi invitandolo a sedere con lei sul comodo divano. Lo spritz arancio pronto sul tavolino di bambù s’intona con il copricostume trasparente.
La suoneria dell’sms lo riporta alla realtà. Lei ha fretta e lui deve correre a portare il pane, le macchine sono danneggiate, la comprensione di quello che sta per accadere è chiara, ma per la prima volta il suo cuore non è in sintonia con il suo corpo. Per la prima volta capisce che l’obiettivo della sua frenetica ricerca va al di là della conquista, la comprensione diventa in un attimo immagine e il suo disperato bisogno d’amore cancella la paura di soffrire.
Lascia il numero di targa e i dati dell’assicurazione alla tipa che, infastidita, si ritrae immediatamente. In montagna si potranno arrangiare per una volta, pensa leggendo il messaggio appena arrivato. Cambia direzione, non è troppo tardi e di sicuro Simonetta lo aspetta ancora. “Ti amo”. “ Sto tornando…e non andrò più via”. Il giorno che poteva passare veloce, diventa eterno.

 

 

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