CONDIVISIONE (1)_Giorgio Matteotti

Erano state compagne d’infanzia, ma la loro era molto di più che amicizia: ciò che le univa poteva essere definita intimità, confidenza. Un poeta l’avrebbe chiamata “amistà”. Erano state insieme fin dall’asilo e poi compagne di banco alle scuole elementari, a quelle medie e al liceo linguistico. Non si erano lasciate nemmeno all’Università, dove frequentavano entrambe i corsi della Facoltà di lettere moderne.
Avevano una cerchia di amici comuni, sia in Ateneo che fuori e si poteva dire senza tema di smentita che, a 22 anni, simpatiche e attraenti, una bionda di nome Amanda e, l’altra bruna, cui i genitori avevano affibbiato l’altisonante nome di Cleopatra, rappresentavano il sogno segreto di tutti i ragazzi con cui venivano a contatto.
Loro si sentivano “superiori” ai fatti dell’amore: non ne parlavano nemmeno e consideravano inutile ogni cosa che poteva avere attinenza con le schermaglie che le compagne sostenevano nelle tenzoni amorose.
Ciascuna viveva nella propria famiglia, con genitori, fratelli e sorelle, partecipando alla vita comune con doveri e diritti ben delineati.
Di uscire dai rispettivi nuclei familiari non se ne parlava nemmeno, perché “le cose stavano bene così” e non era il caso di cambiarle.
Il destino, però, è una cosa che sfugge alla volontà degli umani ed è sempre in agguato, pronto a intervenire quando nessuno se lo aspetta.
Un giorno Amanda era in uno stato d’animo particolare, perché ultimamente aveva avuto dei dissapori con un professore che l’aveva accusata, a torto, di plagio.
Certe persone di fronte a difficoltà per loro insormontabili estendono all’intero arco del loro equilibrio fisico e psichico negatività che di norma non si manifestano: Amanda era una di queste e per la prima volta nella vita riversò sulla povera Cleopatra tutte le sue ansie ed angosce che interiormente aveva elaborato. Non solo, ma il suo stato d’animo la portò a fare proposte che prima di allora non erano mai state dette: “Cleopatra, – disse – ho pensato che sarebbe meglio abitare insieme, noi due, perché ho bisogno di conforto a tempo pieno in questo frangente.”
Cleopatra non se l’aspettava, ma per non ferire Amanda acconsentì a ciò che le aveva proposto e, dinamica com’era, trovò un appartamentino in affitto. Tutto sembrava sistemato e in pochi giorni le due amiche iniziarono il ménage di una nuova vita a due. Amanda sembrava felice e cercava protezione e comprensione in Cleopatra, la quale non era completamente convinta della nuova sistemazione. La vita è strana e basta poco, magari una parola non detta o un gesto anche garbato compiuto in un momento inopportuno a fare danni irreparabili. Una sera Cleopatra accarezzò sul capo Amanda, per farle capire che le era vicina, ma questa non gradì questo tipo di aiuto psicologico e si ribellò con un gesto di fastidio, che colpì Cleopatra nel profondo dell’animo. Era finita. Il feeling tra le due amiche non esisteva più.
La condivisione dell’appartamento era stata la causa scatenante della fine di un’amicizia ventennale.

 

cc

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