LEGGEREZZA (1) _Rossana Mazza

Narra la leggenda che in un piccolo villaggio, nascosto in un albero secolare, vive un popolo di folletti paciosi e ballerini. Essi custodiscono il Libro Magico dei Sogni e hanno un compito importante: donare a tutti i bambini la capacità di sognare.

“È ora, è ora! Presto correte!”, urlarono Juno e Trino, arrotolati su se stessi, scivolando come delle biglie sui rami e sorpassandosi con salti acrobatici nel loro perenne gioco di sfida.
Tutti presenti nella sala delle Piume, al centro del Grande Albero, protetta da folti rami che si protendono nel vuoto. Nella stanza regnava il silenzio e i folletti sedevano in cerchio. In mezzo a loro, sospeso a mezz’aria, il libro dei sogni.
Il Saggio entrò e recitò la frase magica:
“Che la luce delle stelle scenda a noi, recando i nomi dei bimbi e la piuma dei sogni con sé.”
Lentamente i folletti iniziarono a danzare, cantando come una preghiera la frase magica, seguendo la musica delle foglie e dei rami che piano piano si spostavano per creare un grande passaggio verso il cielo.
Tornò il silenzio, per un attimo sembrò non succedere nulla, ma a un tratto dalle stelle si staccarono mille puntini luminosi che come tante piccole lucciole scesero fino al libro. A quel punto, iniziarono a girare vorticosamente aumentando sempre più il loro bagliore finché ci fu un lampo e nel buio apparve una piuma dorata che, leggera, scriveva nel Libro Magico dei Sogni, il nome dei bimbi nati quello stesso giorno. Una volta terminato, il libro si richiuse e la piuma dorata si adagiò su di esso.
Allora il Saggio parlò di nuovo:
“Trino, Juno, tocca a voi: avete tempo fino all’alba per sfiorare il nasino dei bimbi scritti nel libro, passando loro il dono dei sogni.”
Consegnò la piuma a Juno e il libro a Trino e i due folletti giocosi si recarono al Grande Soffione che li avrebbe trasportati nel loro viaggio.
Un alito di vento e il Grande Soffione si alzò in volo:
“Tengo io il libro”, disse Juno.
“No! Il Saggio lo ha dato a me!”, rispose prontamente Trino.
“Dai, fammelo tenere!”, ma Trino non sentì ragioni. Per tutto il percorso si alternarono scherzi e tranelli, fin quando l’alba fu vicina. Erano alla fine del loro viaggio, solo un nome mancava quando Juno, con uno scatto improvviso, riuscì a rubare a Trino il libro e la piuma volò fuori dalla sua bisaccia per cadere nel vuoto!
Entrambi si guardarono spaventati e consapevoli di ciò che significava, si buttarono subito all’inseguimento della preziosissima piuma dorata.
Leggera scendeva la piuma, scivolando sui rami e sollevandosi a ogni alito di vento, mentre Juno e Trino sbatterono e rimbalzarono, fin quando toccarono con un tonfo il terreno.
Il viso per terra uno e la pancia per aria l’altro!
La piuma atterrò dolcemente poco più in là, proprio nel giardino di Luna, l’ultimo nome scritto nel libro, ma il sole già si alzava nel cielo.
“E adesso cosa facciamo?”, si chiesero spaventati i due folletti pasticcioni. Juno, che si sentiva in colpa per quanto era successo, propose di provare comunque e di corsa andarono nella cameretta della piccola Luna.
Inconsapevole di tutto lei dormiva tranquilla, un raggio di luce filtrava dalla finestra illuminandole la fronte. Velocemente Juno e Trino sfiorarono il suo nasino con la piuma, lei se lo stropicciò con le piccole mani e i folletti, pian piano, si allontanarono con la speranza di aver rimediato e che il dono dei sogni fosse ora con lei.
Il tempo passò. Luna crebbe e divenne grande. Il dono dei sogni su di lei, però, funzionava in modo speciale: anziché di notte lo faceva di giorno. Sognava ad occhi aperti.
Tutto ciò che vedeva, il suo sguardo lo trasformava in un mondo d’incanto, bastava anche un semplice fiore per immaginare danze di fate e folletti!
Finché, un giorno, decise di raccontare i suoi sogni in un libro di favole dedicate ai bambini.
Juno e Trino tornarono spesso a trovarla e si narra che nelle sue notti senza sogni, siano proprio loro a sussurrarle all’orecchio racconti fantastici di gioco e sorrisi.

 

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8 pensieri su “LEGGEREZZA (1) _Rossana Mazza

  1. Ciao Ross, che dire? secondo me i racconti per ragazzi ti escono dal cuore come acqua dalla sorgente: continua così!!!
    un bacio
    cri

  2. Ciao Ross, ho finalmente letto il tuo racconto che trovo bellissimo . Un volo di fantasia che ti fa sentire veramente più leggero . Una coccolina di fantasia .

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