LEGGEREZZA (7)_Barbara Favaro

Quel sasso pesava. Gli pesava all’altezza del petto, anche se l’aveva chiuso in un cassetto con la scritta in pennarello indelebile: PERDONO. Scritto così, in stampatello maiuscolo, perché era maiuscola la portata di quel perdono che non riusciva a concedere, a concedersi. Un pugno gli stava stretto, è facile abbandonare a un pugno il perdono perché la rabbia trova sostegno. Il silenzio difficilmente può sfogare l’umiliazione, difficilmente può. La sua vita era un andare fluido, anche se con venti avversi, anche se con fatica, perché spesso aveva voglia di lasciarsi andare e di non curarsi più di nulla, neppure di sé stesso. Rifugiarsi nel silenzio era la sua dinamica, rifiutando la rabbia che gli bruciava lo stomaco, pensava che girarsi dall’altra parte o affogare nel maalox avrebbe prima o poi funzionato. Si alzava dal letto e con la doccia dava il buongiorno al suo non-perdono, che neppure con il caffè andava giù. Il sasso nel cassetto sorrideva sornione, tanto prima o poi mi riprenderai in mano, e il sasso sapeva, tutti i sassi sanno perché ne hanno viste tante e, seppur non partecipando, hanno chiara la visione delle nostre miserie.
Si metteva al lavoro e il non-perdono lo appoggiava sulla scrivania, che spesso i pensieri gli scappavano e rodevano la sua concentrazione come se non ci fosse niente da fare. Si dedicava alla sua famiglia, e di tanto in tanto lanciava un’occhiata al suo non-perdono, con il timore e la speranza di non trovarlo più lì, dove lo aveva riposto. Chissà se a vederlo dissolversi avrebbe provato più stupore o smarrimento. Andava a dormire e quasi quasi gli dava il bacio della buonanotte, quel non-perdono sapeva essere seducente. Nel tempo rodeva, rodeva, rodeva. Un veleno che scava avrebbe fatto più in fretta, il tempo non gli permetteva di superarlo, ma soltanto di intensificarne il potere corrosivo. Quella sera non sarebbe riuscito a dormire, ne era certo, cominciavano sempre così le lunghe notti nere, con il pensiero fisso alla ferita. Steso sul letto guardò il cassetto ben sapendo l’esatta posizione del sasso al suo interno. Chiuse gli occhi e vide i mesi trascorsi e ebbe la sensazione che quel flusso di energia che con costanza gli aveva dedicato lo avesse trasformato in un masso. Si alzò di scatto, aprì il cassetto e prese in mano quella montagna. Una montagna in una mano. Ridisegnò con la memoria intatta i volti causa del suo dolore, ne contò tre. Volle rivivere quel momento, il tradimento, la prostrazione. Eppure per quanto facesse si accorse che il dolore, quello pungente, era svanito. Fu prima stupito, poi smarrito, infine incredulo. Tutto qui?, si disse. Strinse in una morsa PERDONO .
Prese l’auto e corse al fiume, parcheggiò, e nella notte di lucciole e spicchio di luna tolse dalla tasca la montagna e se la rigirò nel pugno fino a che sentì sbriciolarsi ogni resistenza e poi lanciò con forza, un proiettile in mezzo al letto scuro.
PERDONO venne inghiottito dalle acque, in silenzio. Alzò lo sguardo al cielo e gli sembrò di poter raggiungere con un balzo la luna, dopo tutto quel tempo sentì di poter tornare a casa col sorriso di chi sa essere sciocco e ingenuo, sì, ma Uomo.

 

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6 pensieri su “LEGGEREZZA (7)_Barbara Favaro

  1. Ricorda un po’ l’incipit di “Hyperballad” di Björk “every morning i walk towards the edge/and throw little things off/ like: car-parts, bottles and cutlery/or whatever i find lying around. / it’s become a habit /a way/ to start the day” nel compromesso di scaricare fuor di sé le zavorre che oberano sul nostro quotidiano e inibiscono gli entusiasmi. La leggerezza, per come l’hai resa, diviene un meraviglioso traguardo riscoperto come folgore, quando si pensava di essere stati preda di una morsa troppo stringente per l’eternità. E brava Babs, che per deludere dovresti proprio impegnarti 😉

    • L’effetto di una storia raccontata è sempre una sorpresa. Fortunatamente non sono una scrittrice da best-sellers, le delusioni che inevitabilmente dò ai lettori che mi seguono sono innocue… 😉 😀 grazie Capitano, sai che Björk è anche nel mio cuore ;)quindi grazie!

  2. Che bello B ! Leggevo e mi immedesimavo chi non ha avuto o ha qualche cosa che non riesce a perdonare? ! Mi è piaciuto molto molto moltoooooo!
    Il lago è vicino … La luna in questi giorni da il meglio di se … Magari colgo l’occasione per buttare un sasso anche io…
    Bacio

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