MALINCONIA (8)_GIOVANNI ZAMBIASI

Lo aveva lasciato scritto: ”…la mia tomba dovrà essere a Campei”.
Il nonno amava quell’altopiano come nient’altro al mondo e nonna ne era sempre stata gelosa.
Cammino lentamente risalendo il sentiero che evitando la stradina sterrata entra nei castagneti della Valle raggiungendo i prati di Campei. Lo percorro ogni anno e salendo raccolgo dei fiori. Attorno alla pietra ci sono milioni di fiori bellissimi e vivi, ma questi sono il mio dono. Il nonno veniva sempre in questa Valle a cavallo, accompagnava turisti e raccontava le storie e le leggende di questa terra sconosciuta, difficile da raggiungere e impossibile da dimenticare.
Salgo e mi accorgo di non essere sola quest’anno: un’altra persona mi precede, la intravedo tra gli alberi camminare veloce e seguire il sentiero che pensavo di essere tra i pochi a conoscere.
E’ una via antica: unica a seguire la logica dei passi e non quella delle ruote, ultima testimone del sudore che accompagnava i pastori e i carbonai che la percorrevano.
Esco dal bosco e seguo la sua strada che porta dove anch’io voglio andare: la pietra bianca con inciso il nome del nonno.
Arriva prima di me, affretto il passo, ma gli ultimi minuti di cammino diventano infiniti come le domande che mi occupano il cervello… chi sarà?
“Buongiorno”, la voce è calma e mi accoglie all’arrivo, “conosci anche tu Giovanni?”.
Mi anticipa mentre sto ancora prendendo fiato.
“Sono sua nipote, e lei?”.
“Io sono Caterina, sua figlia, piacere di averti incontrato”.
Non riesco a parlare, mio padre mai mi aveva parlato di una zia… ma lei lo sa?
Mi siedo vicino a lei in silenzio e inizio a mettere in ordine le domande che esplodono dentro di me e iniziamo a raccontarci.
Scopro fatti ed episodi della vita di nonno Giovanni che non conoscevo, che non avrei mai immaginato, racconto tutte le cose belle che mi ricordo di lui. Ridiamo e piangiamo e ci abbracciamo, il tempo passa e dopo aver condiviso la frutta e il pane che avevamo negli zainetti salutiamo il nonno, suo padre, sicure che lì da qualche parte ci osserva divertito.
Quest’anno Giovanni ci offre un dono inaspettato, cammina ancora con noi e ci accompagna ai confini della sua Valle, cancellando la malinconia che sempre accompagnava la discesa.

 

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