CONQUISTA (6) _ Giorgio Matteotti

Aveva vent’anni Luigi, vent’anni da poco compiuti. Si sentiva un drago ed era convinto di sapere tutto della vita, ormai. Per quanto riguardava il sesso, poi, non parliamone. Le donne erano il suo mistero glorioso. Diceva di conoscerle bene e si vantava con gli amici e conoscenti di essere un conquistatore nato. Affermava che erano tutte ai suoi piedi, pronte a servirlo come se lui fosse un califfo e loro le odalische del suo harem personale.
La sua vita era tutta incentrata su quel tipo di rapporto col sesso femminile e ne andava fiero. Ne cambiava una ad ogni piè sospinto e spesso, per brevi periodi, poteva capitare che avesse rapporti con più donne contemporaneamente.
Di mestiere faceva il rappresentante per una società farmaceutica e guadagnava molto bene. Di tempo ne aveva parecchio a disposizione ed erano più le ore che dedicava al suo piacere preferito (le donne) che quelle del lavoro vero e proprio.
Questo a grandi linee era lo stile di vita di Luigi.
Una sera si era recato a una festa invitato da amici e aveva conosciuto, tanto per cambiare, una tipa che gli parve da subito avere quelle qualità da lui ritenute adatte ai suoi desideri più intimi: era alta, slanciata, occhi viola e capelli biondi e lisci che le ricadevano sulle spalle. Le gambe snelle venivano valorizzate da un paio di scarpe rosse dal tacco altissimo e il suo incedere pareva quello di una tigre del Bengala. Luigi si innamorò all’istante e dentro di sé sentì quel richiamo primordiale che conosceva così bene e che gli prometteva momenti indimenticabili per il futuro.
Circe (questo era il suo nome) resse all’attacco per un tempo brevissimo nella realtà, ma lunghissimo per Luigi, uso a battaglie e a vittorie quasi immediate.
Per farla breve, nel giro di due ore il nostro cacciatore fece cadere la tigre nelle subdole maglie della sua rete.
Dopo una cena in un ristorantino adatto alla bisogna, la tigre si rivelò per quello che era: una vera femmina esperta in arti amatorie.
Per la prima volta Luigi si rese conto di dover onorare questa dedizione e, quasi senza pensarci su, chiese alla ragazza la sua mano.
In breve tempo erano una coppia sposata: tanto felice lei, quanto infelice lui, che ben presto capì di aver perso la libertà e di essere succube di quella tigre.
Si ripeté il solito dramma e la susseguente tragedia: il matrimonio, dopo aver distrutto l’amore, distrusse anche il resto.
I due si separarono, Luigi tornò a vivere come prima e fece altre conquiste, che duravano lo spazio di un mattino, lasciando il posto ad altre conquiste, fini a se stesse.
Un giorno, Luigi si recò nella propria banca per fare un prelievo e si sentì dire che il suo conto era prosciugato. Impietrito, ricordò che la moglie aveva a suo tempo fatto inserire il proprio nome nel suo conto corrente con relativo uso del Bancomat.
Solo allora il nostro tombeur de femmes capì di aver perso definitivamente la guerra di conquista che aveva a suo tempo imprudentemente scatenato.

 

 

 

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