CONCLUSIONE (5) _ Rossana Mazza

Si siede. In mano una penna e sul tavolo un foglio bianco. Alza lo sguardo e osserva. Fuori dalla finestra una pioggia sottile e intensa batte sull’asfalto sollevando una leggera nebbia che le ricorda che ormai l’anno volge al finire.
Un déjà-vu che richiama alla mente il primo racconto che ha scritto, l’inizio della sua avventura.
Stessa finestra, stesso foglio.
Mai, avrebbe creduto di riuscire a scrivere tutti e dodici i racconti, anzi per dirla tutta era sicura che non ci sarebbe riuscita.
Come in un percorso-vita aveva dovuto imparare a superare gli ostacoli e i vari paletti, che l’insegnante imponeva per crescere: gestire il ritmo per non arrivare senza fiato, misurarsi costantemente con se stessa, non mollare mai e correre al traguardo.
Mille le cose successe in questi dodici mesi. Alcune belle, alcune meno, ma tutto serve, tutto insegna.
Il foglio bianco la guarda … muto.
Attende paziente che la sua mano lo accarezzi con linee tondeggianti, tipiche della sua calligrafia, quasi da bambina.
Quel segno nero, simile a una strada su cui viaggiano liberi i suoi pensieri, mentre il paesaggio scorre intorno, donando profumi e colori ai suoi scritti, sembra sparito.
Forza, è l’ultimo racconto! Che cosa ti sta succedendo?
Si sistema sulla sedia, raddrizza la schiena. Un respiro, poggia la mano sul foglio… niente.
Durante quei mesi aveva imparato che le idee, prima o poi, arrivavano fino a lei. In qualche modo, nel marasma di pensieri che precedono la scrittura di un racconto, quelli giusti si evidenziano, come una riga in neretto nella pagina di un libro.
Scrive il titolo : “Conclusione”. Guarda quelle undici lettere, le legge, le rilegge poi un suono insistente la distoglie dal foglio:
“Pronto”
“Ciao, sono B, come va? Tra qualche giorno devo pubblicarti, come sei messa con il racconto?”
“Ehm… sì, cioè no, insomma avrei un’idea ma… ”
“Racconta”, la incita B.
Lei prova a tradurre in parole, assemblando e ordinando come pezzi di un puzzle i pensieri che le fluttuano nella mente, apparentemente senza senso. Manca, però, sempre un pezzo.
B ascolta in silenzio, poi sbotta:
“Questa è una situazione non una storia! Non accade nulla! Non dirmi che ti sei dimenticata come si scrive una storia dopo dodici mesi di scrittura! Inventati qualche cosa, inventa! Inventa! Inventa!”
Le parole di B sono come una sferzata di aria frizzante sulla sua mente intorpidita, ora ha capito qual è la tessera mancante del puzzle. Ora tutto quadra.
“Io non voglio finire questo viaggio”.

 

 

 

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4 pensieri su “CONCLUSIONE (5) _ Rossana Mazza

  1. Il 2015 mi porterà grandi novità
    Tanti nuovi inizi…
    Di sicuro il 2014 mi resterà nel cuore per questa avventura che mi ha cambiata, arricchita , stimolata e per i commenti che mi hanno fatto gioire, inorgoglire e qualche volta piangere …
    Grazie per aver condiviso con me questo viaggio.
    Un bacio.

  2. vai avanti….sei bravissima, non mollare!!!! Complimenti vivissimi a te cara Ross, una donna sensibile e speciale con ottime qualità, non solo da scrittrice …. Un abbraccio 😘

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