“Marcio in Danimarca” di Bruno Barcellan

C’è del marcio in Danimarca, come in ogni cosa, anche nel patto che MaryJane e Thobias, seduti in penombra al tavolino di un pub, stanno stringendo: a loro sembra una cosa da poco, senza importanza, quasi un gioco fra i due che sono quasi amanti, invece no. Il patto dice che fra cinque anni, qualsiasi cosa succeda, MaryJane e Thobias devono incontrarsi, cinque anni esatti, il 16 giugno 2020, compleanno di lui che farà ventidue anni precisi, lei quaranta, poco più. Una sorta di inquietudine nel non sapere cosa avrebbe riservato loro il futuro dalle apparenti maglie troppo larghe, li ha spinti a fissare una immaginaria puntina da disegno per far svolazzare un po’ meno questo futuro, così almeno sperano. “Cinque anni non sono molti e non sono pochi”, così lei dice a lui mostrandogli la mano aperta con tutte le dita spalancate e, contemporaneamente, guardandosi le unghie lunghe e curate.

Thobias risponde subito di sì, muove su e giù la testa e poggia la mano a combaciare con quella di lei, basta il solo contatto a fargli scattare un brivido, è in questi casi che apprezza il fatto di portare sempre i jeans capaci di mimetizzare il suo turbamento.
Progettano nei dettagli il loro incontro: scelgono il posto, a casa di lui o di lei non va bene, i genitori di lui sarebbero di troppo, lei invece vive in affitto e spera di trasferirsi a breve. Decidono per un posto pubblico, all’aperto, pensano a un ponte, famoso per i suicidi, scelta un po’ macabra. Si figurano la scena: lui deve arrivare da nord, dai giardini pubblici, lei dall’altra parte, alle 23.30, con la pioggia o con la luna, non importa. Devono arrivare a piedi dalle due diverse direzioni, non sono ammessi ritardi e neppure attese, ma così non avverrà perché lui, fra cinque anni, sarà costretto su una sedia a rotelle, ma comunque ci sarà. Lei non è ancora detto che verrà, ci sono buone probabilità che lo faccia, ma qualcosa può andare storto. I futuri possibili che la vedono arrivare all’incontro sono molti, in alcuni lei ha i capelli corti, non come ora, ce ne sono due in cui è bionda platino perché fra quattro anni inizierà a tingersi per superare una storia d’amore, in uno di questi due futuri la storia d’amore che vuole dimenticare è proprio con Thobias. In questo futuro lei sarà molto indecisa se presentarsi all’appuntamento o meno, la promessa da una parte e la poca voglia di vederlo dall’altra, giocheranno quasi alla pari, ma poi vincerà il senso del dovere e la curiosità che contraddistinguono l’animo di MaryJane.

Escono dal pub e si dirigono al ponte per fare le prove generali di quello che sarà. All’ultimo si dividono e Thobias finge di arrivare a piedi, cosa che non potrà succedere, guarda MaryJane mentre si avvicina, si ferma all’inizio del ponte e la aspetta tenendo le gambe larghe nella stessa posa che assume quando sul campo da baseball si prepara alla battuta. Fra due anni è probabile che nella stessa posizione, in un pomeriggio di sole a fine stagione, attenderà la palla decisiva che farà vincere alla sua squadra il torneo. Siamo in seconda divisione, lo stadio non è grande, ma stipato di pubblico, nella tribuna il padre di Thobias assiste orgoglioso alla partita del figlio. Ha un berrettino con la visiera per difendersi dalla luce, non segue l’azione perché ha occhi solo per Thobias. In uno solo dei futuri possibili Thobias è il lanciatore, ma solo in uno, perché un anno prima, durante un allenamento si è lussato la spalla nel tentativo di migliorare il suo tiro, in seguito, in tutti gli altri futuri, ha deciso di diventare battitore, sarà uno dei più bravi della divisione, grazie alla battuta che sta per fare la sua squadra passerà di categoria. Il padre quindi lo osserva mentre tiene in mano la mazza e con il piede liscia il terreno; mastica gomma per stemperare la tensione, guarda dritto negli occhi il suo avversario pronto a lanciare. Esistono delle ecografie a quatto dimensioni, è difficile immaginare la quarta che ovviamente è il tempo, le ecografie a tre dimensioni mettono in risalto i tratti del volto del bambino dentro l’utero, sembra quasi di poterlo toccare, quelle a quattro permettono di vedere i tratti come saranno quando il bambino nascerà e anche oltre, possono evidenziare somiglianze con i genitori, come quella fra Thobias e il padre, che è solo una somiglianza fisica perché il figlio non è tenero di cuore.
Durante la partita il padre, forse a causa del forte sole, inizia a vedere il suo ragazzo a quattro dimensioni, vede come sarà tra un anno, sulla sedia a rotelle. Il lanciatore compie i riti scaramantici come d’abitudine: guarda le basi, ignora il battitore, poi esplode improvviso un lancio fuori bersaglio che colpisce la sedia a rotelle e ne ammacca una forcella di metallo. Thobias non si scompone, sistema la posizione della sedia e impugna la mazza da seduto: è pronto. Il lanciatore sorride beffardo, prepara il movimento, il nuovo tiro è giusto nel mezzo, fortissimo, Thobias fa scattare la mazza e colpisce senza esitare: fuoricampo! Qualche metro più a sinistra e la palla sarebbe arrivata in mano al padre in tribuna pronto a prenderla, anche se in nessuno dei possibili futuri questo avverrà mai. Dopo la battuta Thobias compie il giro delle basi a una velocità inaudita per la sua sedia, con bracciate poderose sulle ruote percorre tutti i punti assolati del diamante incitato dalle urla di gioia dei compagni che alla fine lo prenderanno in braccio e lo lanceranno in aria per festeggiare la promozione. È la giornata più felice di Thobias, al padre scorre una lacrima dimenticando che suo figlio tra poco non camminerà più e non potrà mai essere l’atleta che sta vedendo.

L’acqua sotto il ponte scorre imperterrita, MaryJane e Thobias la guardano senza parlare, l’acqua che scorre sotto il ponte più o meno allo stesso modo è l’unica costante che tiene inchiodati tutti i futuri e anche il presente. In qualche futuro possibile, MaryJane non sarà più insegnante perché verrà radiata per un coinvolgimento sentimentale con un suo studente, in uno di questi lui è un ragazzo di colore, in molti altri è Thobias. Perdere il lavoro la farà stare male non per il lavoro in sé, ma per dover interrompere il contatto con i ragazzi a cui inevitabilmente si affeziona: non le è mai piaciuto l’uomo maturo, a eccezione di qualche possibile svolta in cui costruirà una famiglia con compagni più attempati, ma eterni ragazzi dentro. Le verrà naturale essere sempre complice con tutti i possibili figli concepiti, anche se in molti futuri rimarrà all’oscuro delle gioie e dei dolori della maternità perché non ne avrà proprio di figli.

MaryJane guarda pensierosa l’acqua e non dice nulla. Le probabilità che si trasferisca entro l’anno sono molte, è probabile anche che acquisti casa facendo un mutuo troppo oneroso che in qualche caso non riuscirà a pagare se non chiedendo aiuto alla sorella, in un caso la sorella le chiuderà la porta in faccia, i problemi finanziari e la fine della storia d’amore con Thobias la porteranno in una spirale di depressione che sfocerà in problemi di alcol. Un fatto singolare capiterà in una sera d’estate di quattro anni dopo nel suo appartamento che ormai odia per la solitudine e le difficoltà economiche che continuano a occupare i suoi pensieri senza tregua. Solo grazie all’alcol riesce a superare le preoccupazioni, anche quella sera ha esagerato e si trascina dal divano alla cucina senza sapere neppure perché. Fino a quando vede entrare dalla finestra aperta una farfalla notturna e ne rimane incantata. Pensa che poterla accarezzare possa darle un senso di leggerezza, ma la creatura non vuole farsi prendere. Nel tentativo di raggiungerla mentre svolazza inconsapevole, MaryJane inciampa sulla bottiglia di vino che ha lasciato per terra. La bottiglia si rovescia sul tappeto e lei perde l’equilibrio cadendo rovinosamente sul tavolino, sbatte la testa esattamente all’altezza dell’osso che sporge di un poco sotto l’orecchio. Sviene. In un futuro possibile rimane senza sensi e allo stesso tempo vomita per il troppo alcol bevuto, il vomito la soffoca e muore. In molti altri futuri sviene solamente e si sveglia la mattina dopo in uno stato pietoso, sarà questo il fondo da cui riemergere.

Sul ponte Thobias la guarda senza parlare e, grazie alla vista in quattro dimensioni che improvvisamente gli attraversa gli occhi, intravede fra i capelli il livido viola sotto l’orecchio di lei. MaryJane non si accorge di nulla e continua a guardare l’acqua che scorre. Anche lei riesce a vedere, dentro i riflessi scuri dell’acqua alla luce dei lampioni, una visione in quattro dimensioni. Vede la sedia a rotelle di lui, è esposta in un negozio di articoli sanitari, ha ancora il cartellino del prezzo e il cellophane a proteggerla dai graffi. Poi vede la strada sotto casa dell’appartamento che acquisterà senza avere i soldi necessari. È quasi mattina e dal portone di ingresso Thobias esce dopo una notte, probabilmente, di sesso con lei. Ad attenderlo mezzo addormentato dentro una macchina scura c’è lo stesso ragazzo di colore che in un altro futuro sarebbe stato l’amante di lei. È rimasto tutta la notte ad aspettarlo, è mosso da una gelosia insostenibile. Accende il motore dell’auto e accelera veloce proprio nel momento in cui Thobias attraversa la strada. Lo travolge. L’immagine che MaryJane ha dopo è di Thobias seduto sulla sedia a rotelle all’interno del negozio, come fosse un manichino da esposizione per promuovere l’articolo. Da quel momento la storia d’amore fra i due andrà a rotoli e si porterà dietro le loro speranze.

In un futuro possibile, cinque anni dopo, il 16 giungo, compleanno di Thobias, una ragazza non più giovane e un ragazzo in sedia a rotelle si incontrano alle 23.30 su un ponte famoso per i suicidi. Lei non vorrebbe stare lì. Lui sì. Lui l’aspetta ancora con l’istinto di battere la palla immaginaria che lei potrebbe lanciargli. Lei invece gli si avvicina e gli dice di abbracciarla, ma non si china su di lui. Thobias capisce che MaryJane vuole che lui si alzi, come un tempo, anche se è impossibile. Ma in un futuro impossibile, facendo forza sui braccioli della sedia, Thobias si alza e le si getta addosso, MaryJane lo prende fra le braccia, cerca di tenerlo, ma non ci riesce perché lui è troppo pesante, prova comunque a reggerlo, barcollano, scivolano di lato e sbattono sul parapetto del ponte, lo superano e cadono entrambi in acqua. In nessun futuro possibile riusciranno a salvarsi, lui perché non può notare per via delle gambe, lei perché continua a tenerlo abbracciato.

 

ccCircolo Scrittori Instabili diCircolo Scrittori Instabili è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at https://circoloscrittorinstabili.wordpress.com/.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso https://circoloscrittorinstabili.wordpress.com/.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...