“La vera storia di Lucifero – un racconto irriverente” di Marcello Rizza

Il tempo che scorre, cielo, terra, giorno e notte, fiumi, mari, vegetazione, vita animale, in miliardi di anni, un Suo battito di ciglia aveva realizzato tutto questo e altro d’invisibile che attiene alla matematica trascendentale. Una sorta di passatempo enigmistico divino per i momenti di relax. Il quinto giorno – si fa per dire, il tempo è una convenzione – in anticipo sulla tabella di marcia vide che ciò era buono. Venne sera e poi mattina. All’alba del sesto giorno – si fa per dire – si levò col vago sentore di aver scordato qualcosa nella Creazione. Poco importava, dedicò quel dì a scrivere un saggio sulla Sua creazione del mondo, gli venne proprio bene: gli riuscì da Dio. Usò il carattere Times New Roman 12 con interlinea singola. Non c’era spazio sulla terra per far crescere abbastanza alberi, come avrebbe ottenuto la carta sufficiente a una sola copia del formidabile tomo? Ideò l’ebook e fondò Amazon per la divulgazione. Trascorsi 100.000 anni, giusto il tempo di bere un caffè e studiare come risolvere il problema della gallina che aveva le ali ma non riusciva a spiccare in volo, si connesse a internet per controllare quante copie della Sua opera fossero state scaricate. “Nessuna… per Dio!”, sbottò e ne conseguì il primo diluvio universale.

Si chiese cosa avesse sbagliato, una scelta inadatta di promozione e marketing, un prezzo di lancio esagerato. Valutò anche che fosse colpa dell’editing della Favaro. Aprì l’agenda nel suo Iphone per cercare il numero di Barbara e cantargliene quattro, con sorpresa si accorse che l’agenda non conteneva alcun numero o indirizzo: “Ma perdio! Sta a vedere che ho dimenticato di creare la donna. Datemi una costola!”, silenzio, “HO DETTO DATEMI UNA COSTOLA!”. Uno sventato pulcino – la vergogna della razza avicola, nemmeno sapeva volare – pigolò. Il Sommo, con un gesto quantomeno discutibile, cancellò l’orografia della Valle Spluga. Sentì l’alert di un messaggio su whatsapp, lesse “Dove la prendi la costola, che hai dimenticato di fare anche l’uomo? L’Acutil Fosforo è nel cassetto della scrivania a destra”.

Era vero. Non aveva creato l’uomo, ecco cosa aveva scordato. E si… l’Acutil Fosforo era in quel cassetto, ma Lucifero poteva messaggiarglielo con un po’ più di rispetto, diavolo di un angelo. Prese la confezione del fosforo, ne controllò sul blister la scadenza, rassicurato ne prese due capsule e poi ancora una, fino a 1000 mg al giorno non fa male. Cominciò a pensare, si preoccupò, ebbe paura di essere inadeguato. Quando risolse che nemmeno lui, senza barare, sarebbe riuscito a dare risposte ad alcuni fondamentali quesiti filosofici: se non c’era ancora la donna, chi aveva fatto l’editing al suo saggio? Non creando l’uomo, chi altri avrebbe letto la sua opera, a chi avrebbe rilasciato le interviste? Con la Valle Spluga polverizzata, come si poteva stabilire se era nato prima l’uovo o la gallina? Decise di barare. Impastò terra e acqua, gli dette una forma antropomorfa, quel giorno non era poi così ispirato, per la scenografia alitò su quel composto e creò la Favaro prima dell’uomo, gli serviva l’editing. Per rifare il pollame c’era ancora tempo. La nuova creatura emise il primo respiro, l’aria sentiva d’aglio mal digerito. Aprì lentamente gli occhi, cominciò a familiarizzare con le cose intorno a lei che non conosceva ancora, non possedeva scienza ed esperienza, si toccò per scoprire il corpo, mosse i primi passi e girò intorno al Creatore, indugiando a guardargli i glutei ben formati e sodi, capì subito cosa fosse importante nella vita. Vide poi una pozza d’acqua e si specchiò, pensò che con un filo di rimmel e un rossetto delicato, anche un fermaglio rosso tra i capelli, sarebbe stata più attraente. Dio la fissò negli occhi truccati, temporeggiò giusto qualche secondo e le urlò “Perché non parli?”, lanciandole un martello sulla testa.

L’alert risuonò, l’emoticon con la faccina che si scompiscia dalle risate: “Ehi Michelangelo Buonannulla! L’hai fatta fuori”. A Dio appartiene tutto e gli appartiene anche il gusto di prorompere dal silenzio, per calare divini fendenti e in questo modo squartare tessuti, muscoli e piumaggi di angeli irriverenti. Decise invece per un intervento elegante, da quel gran Signore che è, sappiamo tutti come risolse la questione con quel maleducato.

 

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