“Balla balla ballerina” (3) di Raffaella Tavernini

Oddio, ma svegliati no. Sembri un tronco!

Alla settima ripetizione della scena delle selezioni per l’ingresso nella scuola di Fame, Angelica mandò a quel paese, anche se solo con il pensiero, Maria Chiara. Non riusciva proprio a ballare e contemporaneamente a cantare in modo accettabile New York, New York.

“Lo sapevo che sarebbe stato uno schifo. Ma perché cazzo ho rotto lo scooter?”

Era il 10 settembre e da poco più di una settimana Angelica si trovava alle prese con le prove del nuovo musical che sarebbe andato in scena dal 2 ottobre. L’affiatamento fra i ballerini, che erano più o meno gli stessi di Footloose, aveva fatto pensare a Santamaria di riuscirci nonostante i tempi strettissimi, ma ora non era più così convinto. Dopo dieci giorni erano ancora fermi a provare la prima mezz’ora di spettacolo. Maria Chiara interpretava Nicole, una delle allieve più dotate della scuola e Angelica la maestra di ballo, Lydia Grant.

“L’unica cosa positiva è questo bastone che ha sempre la Grant”. Angelica era bravissima a battere il bastone sul pavimento come fosse un’insegnante molto severa profondamente scontenta di quello che vedeva.

Non era felice del ruolo, ma non aveva avuto molte alternative. Samuele le aveva confermato con un messaggio quello che lei aveva già sentito origliando: Santamaria l’avrebbe presa per interpretare l’insegnante di danza e non un’alunna, magari proprio quella Nicole che Maria Chiara stava facendo a pezzi. Talmente odiava quest’idea che a Samuele aveva risposto che era quasi sicura di non accettare, inventandosi un fantomatico provino per un ruolo di primo piano che, però, avrebbe implicato il suo trasferimento per qualche mese in Francia.

Il giorno dopo era passata dal meccanico a ritirare il suo scooter:

“Aveva proprio bisogno di una remise en forme questo scooter. Quella che non serve di certo a lei”, esordì il meccanico, sghignazzando sguaiatamente, ho dovuto cambiare la batteria, la gomma posteriore, il freno e fare la revisione. Guardi che ho proprio tenuto il prezzo basso visto che lei è tanto carina. Il mio lavoro praticamente l’ho fatto gratis, ma meno di 500 euro proprio non posso farle”.

“È iniziato tutto lì”, pensò Angelica. Proprio non poteva permettersi di lasciarglielo lo scooter, era indispensabile per lei potersi muovere libera in città per gestire le prove, le lezioni private e le consegne dei piccoli lavori di sartoria che aveva iniziato da poco ad accettare.

“Gli avrei mollato un pugno dopo quel sorrisetto. Voleva solo giustificarsi visto quello che mi ha fatto spendere, lo stronzo.”

Il carico da novanta ce l’aveva messo il padrone di casa che il giorno dopo le aveva ricordato: “Certo senza farle nessuna pressione, ma lo sa vero che siamo in ritardo di un paio di mesi con l’affitto? Ci conosciamo da tanto Angelica e lei è tanto una brava ragazza, ma anche io devo rendere conto alla mia famiglia. Va be’, posso aspettare ancora qualche giorno anche perché mia nipote Luisella che vuole fare la ballerina l’ammira tanto. Ma poi devo proprio incassare”.

Era stato quello il momento, Angelica aveva pensato di non avere alternative. Avrebbe accettato il ruolo di Lydia Grant, riprendendo a  frequentare le lezioni private che aveva interrotto l’anno prima. Voleva assolutamente un ruolo di primo piano dopo questo schifo di professoressa.

Mica aveva detto la verità a Samuele e agli altri, però: “Che vuoi, Samu. È  così bello ballare con voi, non me la sono sentita di lasciarvi. Non sono neanche andata a quel provino”.

Samuele aveva finto di crederle. Conosceva bene Angelica, meglio di quanto lei stessa pensasse. Conosceva bene anche i canali per i provini e il suo agente gli aveva confermato che no, non c’era nulla in programma in quel momento.

“No, neanche in Francia. Perché mi fai questa domanda? Non starai mica pensando di trasferirti proprio adesso che stai per fare il botto, Samuele, vero? Non farmi scherzi!”

Samuele aveva deciso di far finta di crederle. Fra l’altro, da qualche giorno stava uscendo con Maria Chiara. Anche lei era stata presa per Fame, era molto brava. Samuele aveva deciso finalmente di iniziare a credere a quello che Angelica gli andava ripetendo in continuazione da quando la loro storia era iniziata: “Non potremo mai avere una storia, Samuele. Non affezionarti a me. Non fare questo errore”.

 

Circolo Scrittori Instabili di Circolo Scrittori Instabili è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at https://circoloscrittorinstabili.wordpress.com/.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso https://circoloscrittorinstabili.wordpress.com/.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...