“La scelta di Mr. Owe” di Barbara Favaro

Il naso appiccicato alla vetrina, dentro al negozio una bambola grande almeno quanto lei. C’era la neve, lì fuori, bianca e marrone dove le ruote delle biciclette l’avevano marchiata e l’acqua putrida della strada si era mescolata al candore dei cristalli.  Le piaceva la neve, ma faceva freddo. Aveva i piedi quasi blu sotto le calze sporche, infilati in sandali estivi. Viveva all’angolo tra la 33esima e Avenue Gold, con il Nonno ancora in gamba che suonava il flauto traverso come un usignolo a primavera. Aveva le mani semiprotette da guanti di lana tagliati sui polpastrelli e lo sguardo buono.

Il naso appiccicato alla vetrina lasciava dei segni e Mr. Owe cercava di sopportare, ma dopo un po’ sbroccava: “Vattene Lily, disturbi i clienti che vogliono entrare!”. Lei diceva sì con la testa, sorrideva, faceva il giro dell’isolato e poi ritornava lì. Parlava poco Lily, parlava più che altro nella sua testa e solamente con la bambola in vetrina. Erano amiche. No, non la voleva per sé, la voleva lì dentro accanto agli altri (tutti gli altri giochi) al caldo e al sicuro. Ci teneva che almeno lei avesse una casa. Almeno lei.

Mr. Owe aveva avuto un paio di occasioni per vendere quella bambola, ma non poteva reggere al pensiero di quel visetto con il naso all’insù appiccicato alla vetrina in preda al panico qualora non avesse più trovato la sua amica al proprio posto. Aveva deciso che l’avrebbe lasciata lì, come guardiana del suo negozio. Andava bene così. Lily non lo sapeva, non voleva pensarci, era sicura che la sua amica si sarebbe rifiutata di uscire dal negozio per trasferirsi altrove però. Era il loro patto.

Quel Natale aveva portato il solito scompiglio sulle strade, gente frettolosa e accigliata che si mescolava con i cultori dei pacchetti e pacchettini con fiocchetti e fiocchettini. Il Nonno aveva cambiato il repertorio classico con le melodie natalizie, qualche moneta in più riusciva a guadagnarsela e Lily sorrideva felice perché a lei il Natale piaceva. Andavano insieme alla Chiesa di Santa Lucia e mangiavano con gli amici del Nonno la zuppa servita dai volontari. Qualcosa ci scappava sempre, un dolcetto in più per lei sbucava fuori come per magia perché era la più piccola e tutti la tenevano d’occhio. Era la bimba più protetta della città, a vederla bene. Perché le cose bisogna vederle bene per conoscerle.

Mr. Owe era un po’ giù di corda, invece. La signora Owe se n’era andata in primavera con un mercante di stoffe, lo aveva lasciato senza neppure guardarsi indietro una volta. Lui se lo aspettava da tempo, l’aveva vista sempre più gelida nei suoi confronti, ma non aveva voglia di trattenere nessuno. Lui non mendicava.

Aveva quindi deciso di trascorrere la notte di Natale a fare i conti, nel retro del negozio, e portarsi un po’ avanti con le pulizie. Sì, s’era un po’ lasciato andare e il negozio ne pagava le conseguenze. S’era dato una svegliata la mattina in cui alzando la testa dalla scrivania aveva buttato a terra le tazze sporche delle ultime tre cene solitarie. Aveva sentito dentro la testa la voce della signora Owe che gli urlava: “Scendi dalle nuvole, Herbert! Guarda che disastro!”. Come darle torto?

Aveva ricominciato a nevicare, Mr. Owe era sul retro a fare di conto, la stanza conteneva una brandina e un fornello, avrebbe potuto trasferirsi lì definitivamente, ma ancora non si era deciso, dopotutto l’appartamento dove aveva vissuto per tutta la vita era per la prima volta completamente a sua disposizione, senza genitori anziani da accudire, senza moglie a fare e disfare a seconda dell’estro che le prendeva e senza più il vecchio Charlie – il pappagallo più pettegolo del mondo – volato all’altro mondo per un’indigestione letale. No, se lo sarebbe goduto per un po’ quel luogo, in santa pace finalmente!

Mentre annuiva tra sé e sé a quel pensiero risoluto, sentì una vocina squillante provenire dalla strada: “Nonno, facciamo gli auguri a Bea!”. Era Lily, sicuramente. Incuriosito, senza accendere la luce, si affacciò nascondendosi dietro il bancone e spinse lo sguardo oltre la vetrina che luccicava. Lily aveva un capottino nuovo, di seconda mano certamente, ma in buono stato. Sembrava lei stessa una bambola, una bambola felice.

Buon Natale Bea!”, disse il Nonno ridendo.

Ora, appiccicati alla vetrina c’erano due nasi e Mr. Owe si mise a ridere. Si avvicinò alla porta d’entrata, aprì e li guardò: “Perché non entrate? Ho con me del pan dolce, del vino e del latte fresco, possiamo brindare insieme”, disse guardando il Nonno che sembrava piuttosto stupito.

Possiamo brindare con Bea?”, chiese Lily speranzosa.

Certo… ho sedie sufficienti per tutti, credo”, rispose Mr. Owe.

Nonno e Lily si guardarono, sembrava un invito provvidenziale, perché no? Mr. Owe fece un cenno con la testa, un “entrate” molto delicato, e si avviò sul retro:

Lily, prendi Bea e portala con te”, disse gentilmente.

Lily si avvicinò cauta alla sua amica, non voleva combinare un disastro buttando a terra tutti gli altri giocattoli appostati in bella mostra. Bea era più pesante di quello che Lily immaginasse, Nonno l’aiutò e Lily se l’abbracciò stretta per non farla cadere.

Venite, è tutto pronto”, annunciò Mr. Owe.

In effetti era proprio un bel vedere: la scrivania era libera dalle cartacce, c’erano quattro piattini per il dolce e in ognuno era adagiata una fetta dorata e invitante. Due bicchieri mezzi colmi di vino frizzante, una tazza di latte tiepido:

Lily, ti dispiace dividere il tuo latte con Bea? Temo di non avere una tazza anche per lei… “, si scusò Mr. Owe.

Certo, Mr. Owe, beviamo insieme”, annuì sorridendo mentre sistemava sulla sedia la sua amica che faceva un po’ fatica a piegare le gambe e tendeva a scivolare un po’. Nonno l’aiutò a sistemarla, poi con un hoplà! issò la nipotina sulla sedia accanto a sé e dopo aver chiesto permesso si sedette a sua volta. Mr. Owe fece altrettanto. Si guardarono un po’ in imbarazzo i due uomini, uno più giovane ma triste, uno più vecchio ma decisamente felice.

Iniziamo?”, chiese Lily che aveva ancora fame, anzi, per quanto fosse piccola lei aveva sempre fame.

Dopo di lei, signorina Lily”, disse Mr. Owe divertito.

Lily staccò un pezzo di pan dolce e lo fece provare a Bea, che approvò soddisfatta. Poi se lo mise in bocca, chiuse gli occhi e sospirò:

Delizioso!”, come se fosse una signora di mezza età con le amiche del circolo all’ora del tè.

I due uomini risero di gusto, l’imbarazzo si sciolse. E si sciolse un po’ anche il cuore di Mr. Owe che sentì un po’ di sollievo. Si guardò intorno, quella stanza avanzava. Lui doveva ritornare su, nel suo appartamento, non doveva più rifugiarsi lì dentro per non dare fastidio agli altri coinquilini. Annuì deciso.

Ho bisogno di un aiuto qui in negozio, qualcuno che tenga d’occhio i giocattoli, che spolveri di qua e di là… vi potrebbe interessare?”, chiese al Nonno. Nonno lo guardò senza parole. Beninteso, tutto pagato e… potreste occupare questa stanza per comodità. Il bagno è ben funzionante, c’è solo da aggiungere una branda e poi posso portare giù dei piatti e dei bicchieri dal mio appartamento… “, aggiunse sperando di essere convincente.

A Nonno si riempirono gli occhi di lacrime, Lily aveva la bocca spalancata.

Certo, sarebbe un cambiamento importante per voi… potete prendervi tutto il tempo che volete per decidere… “, Mr. Owe stava dubitando di aver fatto la cosa giusta, sperava di non aver offeso quell’uomo con la sua offerta.

Sarebbe un onore poter lavorare per lei, Mr. Owe”, rispose finalmente Nonno.

Lily chiuse la bocca per sorridere: Mr. Owe, dovrebbe mangiare il pan dolce è buonissimo!”, squittì con il cuore pieno di gioia.

Bea era d’accordo, su tutto. E il Natale iniziò.

Circolo Scrittori Instabili di Circolo Scrittori Instabili è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at https://circoloscrittorinstabili.wordpress.com/.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso https://circoloscrittorinstabili.wordpress.com/.

2 pensieri su ““La scelta di Mr. Owe” di Barbara Favaro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...