“Stili a confronto” di Bianca Patrizi

La bambola bionda 90-60-90 entra bilanciandosi abilmente sui trampoli con zeppa dieci e mi si avvicina scuotendo i boccoli freschi di parrucchiere.

«Non c’è Manricoi?», mi chiede guardandosi in giro. Sto per rispondere, ma il telefono squilla e le faccio cenno di attendere: «Coiffeur Manrico. Buongiorno, sono Ulricaii».

Mi sento sempre un po’ a disagio, quando mi presento, perché se becco il melomane ironico di turno le battute si sprecano: «Ah, e non ha visto per caso Rigolettoiii?», mi hanno già chiesto, oppure, «Scusi, ho sbagliato numero, cercavo Radamèsiv».

«Solo un attimo, per cortesia», dico al mio interlocutore e lo metto in attesa.

«Mio fratello è andato a mangiare un boccone», sorrido alla bambola che è uscita dalle sue mani solo mezz’ora prima, «se intanto vuole accomodarsi… dovrebbe arrivare a minuti».

Le accenno il divanetto a fianco dell’acquario, dov’è seduta la figlia sfigata della seconda moglie dell’avvocato che ha lo studio sopra di noi e che aspetta la madre. Sfigata perché è una cosina scialba e senza forma: capelli appiccicati alla testa, occhialini, maglione over-size e i jeans di quando era giovane suo padre. Per dire, s’intende. Riprendo la telefonata lasciata in sospeso, annoto sull’agenda telematica la prenotazione del cliente e riattacco. Nel frattempo la bionda boccoluta e la sfigata hanno incominciato a chiacchierare fra di loro.

«Ma tu che lavoro fai, scusa?», chiede la bambola dopo aver osservato con aria perplessa lo strano abbigliamento della nerd.

«Lavoro nel Centro Olistico qui accanto», le sorride la cosina informe e io rettifico quanto ho appena pensato: non è nemmeno una nerd.

«Centro Olistico?», chiede la bambola sempre più perplessa, «Vuoi dire che vendete olio?»

«Non esattamente, ma ci sei vicino, in un certo senso», la non nerd continua a sorridere placida alla bambola che ha la classica espressione dell’Oca Giuliva e le spiega: «in pratica ci occupiamo di natura. Cerchiamo di avvicinare la gente a tutto ciò che è naturale: nutrizione, respiro, movimento, tecniche di guarigione… Conduco una rubrica alla radio, intorno all’ora di cena su questi argomenti. Ascoltaci, se vuoi saperne di più, o fai un salto nel nostro centro a dare un’occhiata. Il primo trattamento è sempre scontato».

Il telefono suona di nuovo e sono costretta a rispondere perdendo il resto della conversazione.

«Coiffeur Manrico. Buongiorno, sono Ulrica».

Sì, però anche i miei genitori! Non potevano appassionarsi degli U2, invece che di Verdi? Mio fratello entra, scorge la bambola seduta impettita per non sciuparsi l’abito firmato e le va incontro a braccia tese.

«Ma tesoro, cosa ti è successo? Qualcosa non va?», le chiede preoccupatissimo. Più all’idea di perdere la cliente affezionata che ci lascia giù metà del suo stipendio tutti i mesi per cambiare look che il suo scalda-letto di turno e l’accompagna premuroso oltre la porta di vetro smerigliato verso il salone di bellezza.

La seconda moglie dell’avvocato del piano di sopra esce dalla stessa porta con la sua nuova acconciatura rosso fiammante e si specchia soddisfatta, mentre io pigio sui tasti del computer per fargli sputar fuori lo scontrino. Altra cliente di un certo peso che sarebbe un peccato perdere. Peccato anche che lei non sia mai riuscita a convincere la figlia sfigata a farsi dare una sistemata da Manrico. Ne avrebbe proprio bisogno. La madre paga senza batter ciglio (ma se lo può permettere) e la figlia sfigata si alza dal divanetto.

«Ti riaccompagno a casa?», le chiede con le chiavi dell’auto già in mano.

«Sì, grazie, cara», le risponde la fiaccola fiammeggiante, ma poi ha un ripensamento. «Fra un attimo. Prima faccio un salto su da tuo padre, così ci mettiamo d’accordo perché non so ancora di preciso a che ora vuol partire», e lascia la cosina informe lì dov’è, ma sulla porta ha un rigurgito di cure materne e aggiunge: «Tu sei sicura di non voler venire con noi, vero, cara? Sharm è così gradevole di questi tempi! Ti farebbe proprio bene un po’ di mare…», e esce, senza aspettare la risposta. La cosina informe sorride, pacata e quasi divertita. In quella la porta si riapre e un ragazzo niente male, con un sorriso da pubblicità di dentifricio entra portandosi appresso una ventata di non so cosa, ma so che è piacevole e, istintivamente, ricambio il sorriso.

«Tu sei Ulrica, vero?», mi chiede avvicinandosi, «Salve, io sono Rudy», e mi porge una mano dinamica e fresca che stringo con piacere, «una mia amica, vostra cliente, mi ha consigliato di rivolgermi a te perché avrei un favore da chiedere».

«Dimmi», gli sorrido già propensa a concederglielo.

La bambola bionda esce dal salone di bellezza scortata da mio fratello e si ferma sorpresa.

«Rudy!», esclama felice di vederlo. Evidentemente i due si conoscono e la cosa mi sgonfia l’entusiasmo. Per quanto non sia al livello della non nerd e mi difenda bene (nome a parte), non arrivo certo al 90-60-90.

Le voci si mescolano, le risate anche, il telefono squilla e io perdo il bandolo della matassa. Alla fine capisco che tutto si riduce alla richiesta di un taglio da urlo per un batterista che non si può concedere la mano esperta di Manrico.

«Non possiamo venirci incontro reciprocamente?», suggerisce una voce femminile trillante e gioiosa che esce dalla cosina informe con i capelli a spaghetto scotto. «Scusate se mi intrometto», sorride a tutti e nessuno, «ma non ho potuto non sentire quello che dicevate. Il batterista di cui parlate è il mio ragazzo. Se voi gli fate lo sconto, io vi posso offrire un trattamento a prezzo ridotto. Che ne dite?»

Il gruppetto si blocca perplesso e si guarda titubante valutando la proposta.

«Questa è un’idea geniale!», sorride Rudy e io mi incanto a guardarlo, «Che si può estendere a tutti i clienti, non pensate?»

«In che senso?», chiede Manrico diffidente.

La bambola si anima di colpo perché è la prima a capire il meccanismo e scuote i boccoli biondi.

«Questo è uno zot da Oscar, Rudy!», esclama e guarda a turno tutti gli altri, «Ma non capite? I clienti abituali di Manrico potranno godere di uno sconto speciale presso il Centro Olistico e gli affezionati del Centro Olistico potranno godere di un trattamento scontato da Manrico! Questo vuol dire ampliare la propria clientela e di questi tempi non mi pare proprio una proposta da sputarci su! O no?».

L’affare sembra interessante e Manrico propenso ad accettare. So già che trascorreremo la serata alla scrivania a conteggiare percentuali e quando tutti se ne vanno, rimango con la piccola sfigata che mi sorride porgendomi un opuscolo.

«Dia un’occhiata ai nostri trattamenti», mi suggerisce, «quello con le pietre calde è specifico per decontrarre i muscoli e liberare dalle tensioni. Sarebbe perfetto per alleviare il suo mal di schiena», mi informa e si risiede sul divanetto a sorridere all’acquario.

La fisso allibita, col catalogo in mano, domandandomi perché i pesci si siano improvvisamente messi a girare in tondo scodinzolando allegramente, quando di solito vagano annoiati fra le alghe finte.

E come cazzo ha fatto a sapere che soffro di mal di schiena?

Che anche lei si chiami Ulrica? Ma che sia quella vera?

iManrico, protagonista dell’opera Il Trovatore di G. Verdi

iiUlrica, la Maga, co-protagonista dell’opera Un Ballo in Maschera di G. Verdi

iiiRigoletto, protagonista dell’opera omonima di G. Verdi

ivRadamès, co-protagonista dell’opera Aida di G. Verdi

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