Mara Fracella

Racconta per immagini, fotografie che costruisce con cura, nello studio di particolari che a molti si celano. Nessun gesto inutile, mentre il tempo sospende il suo incedere e sulla pagina il disegno si compie.

Progetto DODICI MESI (raccolta IMPRONTE)

INIZIO

SOLITUDINE

INCONTRO

VICINANZA

PERSEVERANZA

COMPRENSIONE

CONDIVISIONE

LEGGEREZZA

MALINCONIA

SAPERE

CONQUISTA

CONCLUSIONE

 

Cavolaccio che esperienza!
Tosta dal primo all’ultimo racconto.
Le schede di Barbara che riportano il titolo, uguale per tutti, con il significato della parola completa dei sinonimi e contrari, abbinata a un testo musicale, risucchiano da non so dove immagini che si compongono nella mia mente. A volte se ne vanno e se ne formano altre, a volte rimangono pur modificandosi. Le visualizzo per giorni, settimane e quando rimangono stabili e ripetitive vogliono dire che è ora di mettere nero su bianco. Le mani si muovono velocemente sulla consolle mentre io mi assento dalla realtà per entrare nella scena fantasticata, gironzolando fra i miei personaggi o i luoghi ambientati.
Non mi sento scrittrice. Forse perché non so come si senta una scrittrice. Non provo gioia mentre scrivo e neppure sento il bisogno di farlo. Con Barbara Favaro è partito tutto attraverso una fotografia nell’esperienza del laboratorio narrativo: Neverland dove vivono le Storie. Mi ha catturato con la scommessa di riportare nero su bianco un racconto da una nostra immagine fotografica. L’esperienza coinvolgente ne ha richiamate altre fino a condurmi ad accettare il progetto lanciato da Barbara: 12 racconti uno ogni mese per tutto il 2014. Una grande sfida che ho
preso sul serio, un racconto dopo l’altro. Non mi sono usciti racconti leggeri, allegri, non so perché.
potrei fare tante ipotesi ma alla fine del motivo m’importa poco. Non ci sono riuscita e basta. Mi sarebbe piaciuto sì, per farmi due risate e rendere ludico il mio hobby. Mi ricordo che durante il percorso di Neverland avevo scritto un racconto abbastanza divertente, parlava di una ragazzina che scopriva la misura del suo seno infilando la tetta in una coppa di champagne. Anche il primo riferito alla fotografia era leggero. Una bambina mentre giocava a calcio con il vestito della prima comunione era sgridata dalla madre perché aveva macchiato d’erba le scarpe bianche. Per rimediare la bambina sputava sul lembo del vestito e ci dava dentro di gomito beccandosi uno scappellotto dal genitore.
Durante il percorso narrativo del Circolo nulla di divertente e allegro sono riuscita a immaginare.
Peccato, ma chissà potrebbe essere un rimando a quando sarò più grande. Ora mi prendo una meritata pausa tutta da verificare se permanente o momentanea. Quello che è certo è la mia presenza nel Circolo Scrittori Instabili in altro ruolo: da ludica ficcanaso attraverso il mio amato strumento fotografico.
A presto dunque.
Un abbraccio di luce da Mara.

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2 pensieri su “Mara Fracella

  1. Sai Mara, secondo me, qualche cosa di bello e divertente è uscito da quest’anno di racconti ed è la nostra amicizia.
    Il racconto qui sopra poi parla da solo…
    Quindi che la luce sia con te in un raggio di sole che ti accompagna sul sentiero della vita che spero incrocerà ancora il mio cammino.
    Un bacio ross

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