“Cinque anni in fumo” di Alessandro Tondini

Erano già passati cinque anni da quando era andato a vivere con Maria Susanna. Cinque anni durante i quali aveva continuato a illudersi di aver trovato la musa che l’avrebbe ispirato a scrivere storie meravigliose. Non si era innamorato di lei, era stato quel bizzarro nome composto a sedurlo. Dopo che avevano fatto l’amore per la prima volta, le aveva detto che era la sua “Madonna di panna”, il suo “Sacro Dolce” che l’avrebbe nutrito di ogni più disparata fantasia. Mentre le sciorinava quegli strani complimenti non si era accorto che Maria Susanna non l’ascoltava con attenzione, ma quando Marco si infervorava non percepiva i segnali dell’ambiente, si isolava nel suo mondo sognante. Nemmeno si era reso conto, lui che odiava il fumo, che si era accesa una sigaretta. Solo quando ebbe finito la sua strana elucubrazione amorosa, un principio d’asma l’aveva riportato alla realtà. Non aveva capito che, con quella donna, si sarebbe intossicato.

Oggi, però, il suo angelo custode gli era venuto in soccorso sbattendogli in faccia la fotografia della sua condizione. Mentre guidava verso casa, una vecchia Land Rover si era immessa davanti a lui sputando un’enorme nuvola di fumo nero e, anche dopo che la sua andatura era divenuta regolare, continuava imperterrita a espellere un’orrida scia. La vettura si manteneva tutta a destra e gli lasciava un ampio margine per poterla superare, ma troppe auto provenivano nel senso opposto. Marco notò che alla guida della lenta fuoristrada c’era una ragazza. Dal finestrino sporgeva un candido braccio con una sottile mano che stringeva tra le dita una sigaretta.

Nella sua testa esplose un pensiero: ”Sta fumando mentre guida e tutto il fumo che aspira lo scarica contro di me dal tubo di scappamento! È per quello che l’auto non ha smesso di sbuffare zaffate nere. È lei la causa di quella scia puzzolente!”.

Riusciva appena a scorgere il suo profilo, bianco come il suo arto. Aveva una lunga capigliatura ondulata e corvina che svolazzava all’indietro fuoriuscendo parzialmente dal finestrino, sembrava fatta di fumo pure quella. L’auto rallentava ulteriormente e si spostava ancora più a destra, invitando chi la seguiva a superarla, ma Marco non ne aveva più voglia. Era troppo incuriosito dalla strana creatura che lo precedeva. Si era già costruito la sua fantasia: “Una ragazza fusa con la sua autovettura! Una bizzarra centaura a quattro ruote che si nutre di fumo e butta fuori fumo: l’antitesi postmoderna di una sirena ammaliatrice”.

Era fatto così. Si perdeva sempre in fantasticherie inutili e più immaginava più restava lì a respirare il veleno che lo avvolgeva. L’auto che lo procedeva e lo affumicava era la sua storia con Maria Susanna. Una storia di fumo e incomprensione. Avrebbe dovuto capirlo, l’aveva capito?

Decise di superare. Affiancò la creatura fumante sicuro che i loro occhi si sarebbero incrociati. Lei continuava a fumare con lo sguardo fisso alla strada e non lo degnò di uno sguardo. Marco era passato avanti e continuava a osservarla attraverso il retrovisore. Aveva notato che il volto di quella strana ragazza era privo di espressione, era come quello di un manichino, senza emozione.

Per forza. Non è un essere umano!”, si convinse Marco, “Appena arrivo a casa devo mettermi a scrivere qualcosa!”, era ormai rapito dall’idea di comporre una storia fantastica.

Il suo angioletto si era ormai rassegnato: “Ho fallito, non riesce a capire”.

Poco prima di giungere a casa venne inspiegabilmente attratto dall’insegna del tabaccaio. Accostò, parcheggiò l’auto e rimase fermo al volante: “Non ci avevo mai fatto caso”, disse ad alta voce, “MS, le iniziali di Maria Susanna, è un marchio di sigarette”.

Si sentiva confuso, capiva che stava ricevendo un’informazione, ma faceva fatica a decifrarla. Il suo angelo custode, incredulo, si era ridestato: ”Forse il ragazzo ha capito!”.

Marco scese dall’auto ed entrò dal tabaccaio: “Un pacchetto di MS per favore”.

Quando uscì, il cielo si era fatto tutto nero. Corse in auto e, poco dopo essere partito un tuono esplose in tutto il suo fragore. Insieme alla pioggia, si riversarono in terra migliaia di piume bianche.

 

 

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