“Ottima e gustosa idea” di Livia Trentini

Una mattina, al bar con le mie care amiche Bianca e Dalia, si chiacchierava di cucina, tutte golose ma tutte stufe di mettere in tavola sempre gli stessi piatti.

Mi piacerebbe fare un corso di cucina, imparare nuove ricette, fare una bella figura con gli ospiti e stupire i figli con nuovi piatti”, esordisco io.

Hai ragione, anch’io vorrei imparare qualcosa di diverso, non solo pastasciutte, bistecche e insalata”, mi segue Bianca.

La fate facile voi due, dove andiamo a fare il corso non ho visto nessuna possibilità in zona, poi c’è da considerare la famiglia, il lavoro, il tempo… non so se riuscirò ad organizzarmi per tutto”, fa presente Dalia.

Provo a cercare qualcosa in Internet e vi faccio sapere!”, la butto lì con l’entusiasmo a mille.

La mia ricerca produce, dopo qualche giorno, il risultato sperato. Ci sarà un corso di cucina in un ristorante della zona, tenuto da un noto Chef che ha lavorato diversi anni a Parigi. Giro il link a Bianca e Dalia e decidiamo di iscriverci tutte e tre. Due settimane di pastasciutte, bistecche e insalata ci separano dalla data d’inzio.

Arriva la fatidica serata, non ero mai entrata nella cucina di un ristorante. Macchinari, accessori vari, abbattitore, forno auto pulente (sembra il frigorifero di una pasticceria)… mi fermo incantata a osservarlo. Quanto mi piacerebbe averlo nella mia cucina, certo che devo eliminare un po’ di mobili, però, quanti arrosti, torte, pesci, da cucinare tutti insieme! Dopotutto in famiglia siamo in tre…

Iniziamo con un giro di presentazioni, siamo in dieci partecipanti di cui nove donne, poi lo Chef e l’aiuto Chef. Ci viene spiegato brevemente come funziona il corso, ognuno di noi preparerà un piatto diverso, e ci viene consegnato il menù della serata, dall’antipasto al dolce. Finito di cucinare mangeremo tutto. Bello questo corso, gustoso.

Si parte con alcune basi della cucina spiegate per bene dallo Chef:

Il fondo di cottura viene fatto con le ossa di animali, cipolla, sedano, carota, olio, vino bianco, si fa cuocere per parecchie ore poi si filtra, si butta via l’olio e… “

Si alza un urlo alla mia destra:

Ma No!”, è la signora Maria, “Ma Chef cosa fa? È la parte più buona, tutto quel bell’unto, ci vuole un panino e via si mangia!”

Lo Chef è basito. Iniziamo a cucinare: la prima pietanza che verrà preparata è il dolce, in modo che abbia il tempo di raffreddare, ci illustra lo Chef: “Ho pensato di proporvi una creme brulee con ribes rosso”.

Ci spiega l’esecuzione, piuttosto semplice, e incarica Bianca, dopo aver preparato la crema, di metterla negli stampi che verranno infornati. Seguo la preparazione e nel momento di infornare, penso adorante: “Ma quanto è bello questo forno!”

Passiamo alla preparazione di un tortino al radicchio rosso con fonduta all’asiago. Mi offro per preparare la pasta brisé ma ho le mani talmente calde che sciolgo il burro prima di formare la pasta. Va bene, taglio il formaggio. Nel frattempo altri preparano, sotto lo sguardo vigile dello Chef, un risotto ai porri che verrà mantecato con del caprino.

Lo chef spiega: “Prepariamo il brodo vegetale con cipolla, sedano, carota…”.

Ma scusi Chef”, sempre la signora Maria, “non è più pratico il dado Knorr?”

Lo Chef è sconcertato ma educato, non risponde.

Per secondo prepariamo una tagliata di manzo al forno, qualcuno di voi l’ha già fatta?”, chiede lo Chef.

La signora Laura: “Io sì, ma è una preparazione talmente lunga che l’ho fatta una volta e basta”.

Mi spieghi come l’ha cucinata… “, chiede lo Chef.

Ho preso il pezzo di carne, l’ho messo in forno a 200°, ho aspettato 10 minuti, ho tolto la carne dalla teglia, ne ho tagliata una fetta e ho rimesso il tutto nel forno; per tagliare tutte le fette di carne ho impiegato circa 2 ore!”

Lo Chef è depresso, ma si forza in un sorriso tirato e spiega il procedimento. Vengono infornati i tortini di radicchio e ancora una volta mi blocco davanti al forno a guardarli cuocere. Il risotto è quasi cotto, c’è un profumo di buon cibo, viene inserito il caprino e mantecato, comincio ad avere l’acquolina in bocca.

Ci sediamo finalmente a tavola, i tortini con l’asiago sono deliziosi, ottimo il risotto, qualcuno fa la scarpetta con il pane preparato dall’aiuto Chef, molto buono!

Si passa alla tagliata e la signora Maria esordisce con un: “Ma sa di carne!”

Lo Chef ammutolito sembra in trance. Questa prima serata è quasi conclusa, manca solo il dolce. Bianca se ne esce con: “Io e Dalia andiamo a finire la creme brulee!”

Siete capaci di usare il cannello?”, chiede cautamente lo Chef, “E ricordatevi anche il ribes rosso, il contrasto è favoloso”.

Ma certo”, risponde in modo piccato Bianca, “Siamo fantastiche in cucina!”

Nel frattempo il gruppo si è amalgamato, si parla, ci si confronta sulle preparazioni, una bella compagnia. Passati una decina di minuti arriva Bianca con le sopracciglia bruciacchiate, Dalia con tre dita incerottate e le creme brulee un po’ carbonizzate e un po’ pallide e tutte senza ribes rosso.

Lo Chef chiede: “Ma il ribes?”

Non era maturo Chef, era ancora aspro l’ho buttato via”, risponde con sicurezza Bianca.

Lo Chef inizia a piangere sommessamente pensando che questa è solo la prima lezione, ne ha programmate cinque. Finito di mangiare, le mie amiche mi cercano per tornare a casa e mi trovano in cucina che cerco di spostare il forno per caricarlo in macchina: “È bellissimo!”, dico sognante.

Lo chef vede la scena, diventa pallido, ha un mancamento, per fortuna l’aiuto Chef cerca di prenderlo al volo prima che cada in terra, ma scivola su degli acini di ribes rosso e va a sbattere contro il forno.

Un urlo mi esce dalla bocca: “Nooooo! Qualsiasi cosa, ma non il forno!”